Gazzetta di Modena

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«Una vita in viaggio a catturare il mondo con le mie fotografie»

di Alfonso Scibona
«Una vita in viaggio a catturare il mondo con le mie fotografie»

Elena Bellini, la reporter che ha esplorato i cinque continenti «Ero prigioniera della vita, ora sono una persona nuova»

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Una fotografa mancata che diventa una fotoreporter di successo. E' la storia di Elena Bellini, di cui sono stati scritti “soltanto” i primi 45-46 capitoli, lunghi momenti fatti di viaggi in giro per il mondo con la sua fidata macchina fotografica e poco altro.

Il rapporto tra Elena e la fotografia inizia ad 11 anni, quando si appassiona grazie ad un foto-sviluppatore che suo padre aveva in casa. Poi anni di vuoto, la passione per l’informatica, fino ai 22 anni, quando ancora la fotografia bussa alla sua vita: «Ho iniziato con la fotografia tradizionale – precisa Elena – in un negozio sassolese e non è andata proprio come pensavo ma, voglio precisarlo, mi ha cambiata. Mi sentivo imprigionata, vittima di stereotipi: la famiglia, il moroso, il lavoro. E soffrivo, soffrivo e litigate con i miei genitori, che non capivano la mia ribellione, il mio disagio. Poi la decisione: parto per l’Everest. Un casting, una coincidenza, segnali da leggere, una cosa che mi accompagna ancora. Un colloquio e via, grazie ad “Avventure nel mondo” verso un’impresa impossibile, ma completata. Completata piangendo di notte, vivendo tra i brividi di freddo, la paura di uscire dalla tenda per fare pipì. Da questo viaggio ho preso una forza ed una considerazione di me stessa incredibile, visto che solo in due su sei siamo rimasti nel gruppo. Questo mi ha reso molto forte, con una grande energia mentale, lo status della nuova Elena, che poteva fare tanto senza le catene del mondo che avevo lasciato a Sassuolo».

La costruzione dell’Elena di oggi è passata da altre tappe: Croazia, Olanda, Grecia, Austria, Irlanda, Inghilterra, Bosnia, Scozia, Finlandia, Spagna, Germania, Portogallo, Francia, Turchia, India, Malesia, Indonesia, Nepal, Tibet, Tailandia, Cambogia, Myanmar, Siria, Stati Uniti, Repubblica Domenicana, Perù, Bolivia, Cuba, Brasile, Egitto, Madagascar, Mali, Namibia, Etiopia, Camerun, Uganda, Rwanda, Congo, Costa d’Avorio, Ghana, Togo, Benin, Marocco,Tanzania. Nella sua pagina Facebook c’è una frase: «Viaggia, il denaro si recupera, il tempo no».

«Il viaggio – spiega – alimenta la mente, così come il cibo fa con il corpo». Oltre ai viaggi ci sono anche le normali mansioni di fotografa a Sassuolo, come matrimoni e servizi per le azinede, ma adesso elena è anche fotografa ufficiale dei frati di Milano, per i loro calendari e diverse pubblicazioni missionarie: «Anche in questo caso coincidenze, fortunate coincidenze – dice – perchè un mio viaggio in Africa fruttò un servizio fotografico che misi su internet e c’era la foto di un bambino con due occhi talmente espressivi che colpirono i frati, mi chiamarono a Milano e dopo aver visto i miei lavori, è iniziata una collaborazione che dura da tanti anni».

Quando Elena parla di tanti anni sembra che ne abbia chissà quanti, (ma sono solo 44) ed ha già vissuto intensamente una vita tra uno scatto e l’altro in tutti i continenti. Parlando di continenti si pensa soprattutto all’Africa: «Resta nel cuore e nella testa - dice mentre gli occhi le brillano più di prima – perchè in Africa vivi esperienze uniche: belle ma anche terribili, come la paura in un carcere pieno di delinquenti o fotografare una bambina mentre esala l’ultimo respiro, tutto in un viaggio con alcuni padri missionari; bello come la visita ad un villaggio dove a ricevere me ed il padre missionario, quella povera gente aveva realizzato due striscioni di benvenuto con i nostri nomi: commovente anche a distanza di tempo».

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