Gazzetta di Modena

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La pistola ustionante non ha impronte

di Carlo Gregori
La pistola ustionante non ha impronte

Nessuna traccia drl criminale che ha spruzzato soda caustica al volto del dottor Tondi. Il figlio dimesso dall’ospedale

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Due novità per l’agguato al dottor Stefano Tondi. Quella buona: il figlio è stato dimesso dall’ospedale. Quella cattiva: non ci sono impronte sulla pistola giocattolo usata per ustionargli il volto e gli occhi e neanche orme o altre tracce sulla scena del crimine.

Partiamo da questo aspetto negativo, l’unica novità nelle indagini. I carabinieri hanno perlustrato per la seconda volta la scena del crimine. L’altra mattina a Vignola hanno controllato in lungo e in largo lo spazio che circonda la villa del dottor Stefano Tondi, direttore della Cardiologia di Baggiovara, proprio nel punto in cui è stato aggredito e uno sconosciuto gli ha spruzzato la soda caustica al volto con una pistola di plastica da spiaggia mentre brandiva un bastone per ucciderlo. Nulla è emerso. Neanche dietro la casa e i garage separati e tanto meno dentro il vigneto, dove si sperava di trovare qualche traccia o meglio ancora qualche reperto gettato o perso.

Insomma, intorno alla villa, tra la ghiaia o l’erba, non ci sono orme, impronte di pneumatici o oggetti che possano aiutare gli investigatori che stanno lavorando senza sosta per dare un nome all’aggressore e un movente a questo agguato inaudito per gravità. La pistola recuperata nel cassonetto sulla Provinciale, a un chilometro e mezzo dalla casa di Tondi, è stata sommariamente analizzata dai Ris di Parma. Purtroppo non sono state trovate impronte. Difficile pensare che l’aggressore non si fosse premunito dal lasciare tracce, ma nella confusione successiva all’aggressione e durante la fuga, mentre lo inseguiva il figlio ferito con il ferro del camino, sarebbe potuto accadere.

Si lavora sull’identikit: quello di un uomo alto 165 cm circa, carnagione scura, con un cappellino da baseball in testa. Uno pakistano, come si ipotizza ufficiosamente? Non è detto. I ricordi del figlio Michele e del dottor Tondi, se saranno riascoltati in tempi brevi, potrebbero apportare qualche dettaglio nuovo, ma pare certo che l’aggressore non ha mai parlato. Almeno, così si dice finora.

Passando al bollettino medico del Policlinico, la direzione ha reso noto che è stato dimesso lunedì sera il figlio Michele, 19 anni, rimasto lievemente ferito giovedì scorso a Vignola difendendo il padre Stefano, mentre veniva aggredito con soda caustica da uno sconosciuto: il criminale gli ha spruzzato la soda in testa provocandogli ustioni al cuoio capelluto che sulle prime parevano gravi. Il cardiologo è invece ancora ricoverato il cardiologo, seguito dall'Oculistica e dalla Dermatologia. «Il paziente è tranquillo, non ha dolore - si legge nella nota - e sta rispondendo bene alle terapie sia dermatologiche, sia oculistiche. In questa fase è ancora prematuro, però, fare una prognosi dal punto di vista visivo. In questa fase terapeutica - aggiunge la nota del Policlinico - ha un assoluto bisogno di tranquillità. Per questo motivo i medici, in accordo con la direzione sanitaria, hanno deciso di non autorizzare visite».

Il prossimo bollettino medico sarà emesso non prima di 48 ore in assenza di rilevanti novità cliniche.

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