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Modena, il barbiere Oliviero saluta San Damaso

di Gabriele Farina
Modena, il barbiere Oliviero saluta San Damaso

Il 30 dicembre dopo 53 anni di attività va in pensione un personaggio popolare nella frazione lungo la Vignolese

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MODENA. «Dopo oltre mezzo secolo mi posso godere gli ultimi anni in libertà».

Oliviero Degli Esposti è lo storico barbiere di San Damaso. Il 30 dicembre chiuderà la saracinesca per sempre. Ne è passato di tempo da quando, allora undicenne, tagliò la prima barba. Aveva una supervisione particolare: quella del padre. Finite le elementari, è stato lui a supervisionare i primi passi (o, meglio, le prime sforbiciate) del figlio. Allora si trovava nel salone del papà, trasferitosi poi a San Donnino. Una parte di clientela ha seguito le orme del figlio, che ha iniziato ufficialmente a diciannove anni.

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Man mano è poi diventato un punto di riferimento della frazione. È stato così che ha visto entrare dalla porta d’ingresso della sua attività generazioni di residenti.

«La soddisfazione più grande è aver servito clienti che portano i figli - racconta Oliviero - e che a loro volta venivano con i papà». Ha visto crescere generazioni intere, ricevendo attestati di stima e regali. Come un’insegna avuta da un’amica. “Il negozio è sempre aperto finché non chiude”, il senso della scritta, quasi premonitrice.

«Ai clienti dispiace un po’ - ammette il barbiere - perché ora mi dicono “Dove andiamo? Cosa facciamo?”. A San Damaso ci sono due parrucchiere unisex, ma non ci vanno perché non è il loro ambiente». Basta guardare alcune immagini sulla parete sinistra, tra foto patinate e una cartina storica di Modena, per intuire quale sarà la nuova vita di Oliviero: tanto mare e relax. «Avevo trovato qualcuno a cui passare il testimone - garantisce l’intervistato - ma con le nuove norme nel locale serve il bagno, che attualmente non c’è. Il prossimo barbiere che verrà deve cambiare negozio». Sui consigli da dare a un eventuale sostituto il quasi pensionato non ha dubbi.

L’ingrediente numero uno è la passione. Il secondo elemento è poi adattarsi a tutti, essere il barbiere di tutti. «Fare il barbiere vuol dire servire persone dai 3 ai 90 anni - spiega Oliviero - senza scaglioni di età. È sbagliato, soprattutto in un paese, fare differenze. Inoltre, un barbiere deve fare barba, capelli e shampoo: stop». Tagli più moderni? «Mi sono cercato di adattare ai giovani - risponde l’intervistato - ma senza cose eccessive; tuttavia, la cresta e la spazzolina si fanno senza problemi». Un terzo elemento, importante quanto i primi, si può riassumere con una dote: l’umiltà.

«Il barbiere è un mestiere che sta scomparendo - rivela Oliviero - e i giovani devono mettersi in testa che fare un mestiere non è così grave, purché piaccia». Tra i doni che ha ricevuto, anche fumetti di una celebre serie italiana, ispiratasi ai western americani. «Non si piace certo a tutti - ricorda l’intervistato - ma a qualcuno sì e questa è una soddisfazione». Ancora un mese e mezzo di lavoro, poi il meritato riposo. Il passaggio sarà costituito da una festa. «Il 29 e il 30 dicembre andrò a lavorare - anticipa il barbiere - ma farò un rinfresco con i clienti. Sarà un saluto, spero senza lacrime, anche se può succedere».

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