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Vitaccia pendolare

di CRISTIANA MINELLI
Vitaccia pendolare

 “Una ragazza che sul treno alle 8 del mattino fa colazione con le zucchine ripiene mentre studia le ondate spermatiche è troppo anche per me”. Questo il messaggio whatsapp...

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MODENA. “Una ragazza che sul treno alle 8 del mattino fa colazione con le zucchine ripiene mentre studia le ondate spermatiche è troppo anche per me”.

Questo il messaggio whatsapp inviato da un amico mentre arrivava in città per andare a lavorare. I pendolari, loro malgrado ottimi osservatori della realtà che li circonda, sono un popolo nomade sui generis. Che ballonzola sulle rotaie, s'azzuffa per un posto a sedere e si rassegna presto a stare in piedi, trangugia caffè solitari in bar deprimenti, dimentica telefoni ed effetti personali sui mezzi di trasporto, indugia alle fermate dell'autobus, armeggia per conquistare un mezzo al bike sharing.

Un popolo di migranti a itinerario fisso che ha per amici capotreni, distributori di bottigliette, tabelloni delle partenze e degli arrivi, annunci dei ritardi, biglietterie automatiche, luci dell'alba, buio della notte, cumuli e cumuli di cartacce accartocciate, clochard, borse a tracolla, controllori, coincidenze, macchine obliteratrici, vagoni stipati e migliaia di pendolari. Studenti, professionisti, impiegati, operai, militari.

Si calcola che in Emilia Romagna ne circolino oltre 140 mila ogni giorno. È un esercito che si muove anche in macchina, macina chilometri d'autostrada e un casello dopo l'altro consuma gomme e fegato su strade trafficate che portano, invariabilmente, avanti e indietro.

Ci vorrebbe un Ente Protezione Pendolari: le zucchine ripiene consumate alle 8 del mattino sul sedile di un vagone ferroviario sono già un buon indice di disagio. Come coadiuvante alla concentrazione nello studio delle ondate spermatiche sono addirittura un po' inquietanti. Facciamo così: con le persone costrette a spostarsi ogni giorno, per andare a lezione, o per andare al lavoro, siamo clementi. Anche se sembra che parlino da sole con l'auricolare ficcata nell'orecchio e la bocca nel microfono che le galleggia davanti. Anche se ci hanno appena dato una spallata e non se ne sono accorti. Anche se hanno perso le chiavi e mettono in croce tutti alla fermata dell'autobus. Anche se non è una priorità venire a sapere come sono andate le cose la sera prima col fidanzato di turno. Parola per parola.

Pendolari (e tolleranti) si diventa.

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