La banda del poker truffa la ricevitoria di Spilamberto
Spilamberto. Spacciandosi per addetti Sisal si fanno accreditare 2500 euro che poi rigiocano: scoperti
SPILAMBERTO. Più che una banda specializzata in truffe sembrano i nuovi Gigi Proietti, Enrico Montesano, Francesco De Rosa e Mario Carotenuto, protagonisti di un film culto come “Febbre da cavallo”. I nove denunciati dai carabinieri di Spilamberto, tutti di età compresa tra i 33 e i 41 anni, provenienti dal litorale romano, amici, coppie e vicini di casa, appaiono come un gruppo di giocatori incalliti e alla disperata ricerca di un trucco per avere soldi necessari ad assecondare la loro fame di azzardo. E in paese hanno trovato terreno fertile in una ricevitoria bar della piazza.
Gennaio 2016: alla ricevitoria arriva la telefonata dei falsi addetti Sisal, la società che cura il gioco d’azzardo legalizzato in Italia. «Avete un debito con noi - dice sostanzialmente la voce al telefono - Per evitare di vedervi tagliata la linea dovete subito saldare 2500 euro». La dipendente che risponde si intimorisce e annota gli estremi dei pagamenti, che esegue immediatamente. Il titolare però subodora la truffa e contatta i carabinieri, che avviano le indagini, giunte a conclusione nei giorni scorsi con nove denunce.
I primi 2mila euro, infatti, finiscono, equamente divisi, tra quattro Postepay; gli altri 500 invece vengono bonificati su un conto virtuale abbinato ad un sito internet di giochi on line. La truffa è servita, ma i militari arrivano anche oltre. Scoprono che le Postepay sono state attivate poco prima nello stesso sportello di Poste italiane e i 2500 euro sono stati girati anche ad altri quattro coinvolti, che portano il totale a nove. Una banda dell’azzardo, che tuttora sta operando con gli stessi conti e su cui i carabinieri non escludano possano avere agito con telefonate analoghe ad altre ricevitorie Sisal. Ecco perché le indagini non sono ancora chiuse mentre il gruppo non smette di scommettere.
Francesco Dondi
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