La storia di Carpi in un video
Tutti i materiali e i documenti audio sono stati censiti e digitalizzati
Il Comune possiede un vero e proprio patrimonio che non è composto solo da monumenti o da risorse economiche: si tratta, altresì, delle attrezzature tecniche, dei documenti audio e, soprattutto, dei video che, dagli anni Ottanta del secolo scorso, sono stati prodotti dal Centro di Documentazione e Comunicazione Audiovisiva della città (Cdca), la cui anima è stata per lungo tempo Giuseppe “Beppe” Lodi, scomparso nel 2010. Un patrimonio fondamentale per il territorio e che ha finalmente trovato adeguata conservazione, tutela e valorizzazione grazie all'approvazione, avvenuta lo scorso anno da parte della Giunta, di un progetto di integrazione dei patrimoni del Novecento del Comune, che oggi confluiscono nel Centro di Ricerca Etnografica dei Musei, grazie a uno stanziamento di 11 mila e 500 euro diviso in due anni, il 2015 e il 2016. Nei mesi scorsi, tutti i materiali sono stati censiti, inventariati, digitalizzati e ora sono in corso di trasferimento al Centro Etnografico, che a breve diventerà la loro casa: al momento, essi sono fruibili sulla Rete Civica Carpidiem e, dal 2017, lo saranno anche sulla piattaforma regionale. La rassegna “L’occhio non vede cose…” - il cui secondo incontro, “Numeri e simboli sui muri di Carpi - Carpi degli uomini, Carpi delle cose”, è previsto per questa sera, alle 21, presso l’Auditorium della Biblioteca Loria - nasce proprio con l'intento di valorizzare adeguatamente, anche in forma multimediale, un patrimonio poco conosciuto ai più. «Si tratta di preziose testimonianze sullo sviluppo di Carpi, sia dal punto di vista urbanistico che economico, sociale e politico», spiega l’assessore Simone Morelli.
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