Gazzetta di Modena

Modena

«Difendevamo il lavoro Hanno usato la forza»

di Alessandro Carraro
«Difendevamo il lavoro Hanno usato la forza»

La rabbia dei lavoratori dopo gli scontri con gli agenti durante lo sciopero «L’azienda ha cambiato l’accordo raggiunto». «Pronti con altre proteste»

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CASTELNUOVO. È pomeriggio, attorno le 15, quando un centinaio di lavoratori sono ancora davanti all'ingresso del magazzino della Alcar Uno. Dopo dodici ore di picchetto e una carica della polizia con fumogeni intorno a mezzogiorno, gli animi non si calmano. Marco Mattei, del sindacato SI Cobas di Modena, dà il suo punto di vista sull'accaduto: «Come SI.Cobas abbiamo scioperato alla Global Carni per migliorare la situazione dei lavoratori, abbiamo concordato con la cooperativa Alba Service un contratto per dipendenti di industria alimentare. Non era ancora arrivata la prima busta paga ai ragazzi e scopriamo che la Levoni, l'azienda committente, aveva rinunciato alla cooperativa senza dirci niente. In pratica quando abbiamo firmato con Alba service, erano già in disdetta. anche Alcar Uno era a conoscenza di questa decisione di Levoni e non ci ha avvertito. La settimana scorsa abbiamo avuto un confronto, e loro ci hanno messo davanti al dato di fatto: Global Carni verrà chiusa: 55 lavoratori perdono il posto. All'Alcar invece sarebbe entrata una nuova cooperativa. Noi abbiamo replicato che bisognava parlare di tutti i 110 lavoratori di entrambe le ditte. Siamo disposti a cercare una soluzione, anche concertata tra i lavoratori, meno ore ciascuno ma senza licenziamenti. I rappresentanti della Levoni si sono detti disponibili al dialogo, ma mercoledì scorso, alla nostra sede di Modena, ci hanno presentato la nuova cooperativa, già nominata, dicendo che per i 55 di Global Carni non c'era niente da fare, mentre i dipendenti dell'Alcar sarebbero stati valutati da un'agenzia interinale che avrebbe scelto chi tenere o rimpiazzare con del personale suo».

Poi Mattei continua con i fatti della mattina: «Siamo venuti qui alle tre del mattino, abbiamo bloccato cinque camion, e gli unici che si sono presentati sono i poliziotti in assetto antisommossa. Ci hanno proposto un accordo in prefettura se avessimo sgomberato l'ingresso. Se però me lo proponi col manganello in mano e il casco in testa, non ci stiamo. Poi è partita la carica coi fumogeni e due lavoratori sono all'ospedale».

Cristian, un lavoratore: «Sono straniero ma abito qui. Questa è anche la mia polizia. Lavoro qui da dieci anni e se mi vogliono mandare via così, è mio diritto scioperare».

E Said aggiunge: «Avevamo raggiunto un accordo per i nostri diritti, ma ci è stato negato. Se non ci ascolteranno torneremo a scioperare chiamando supporto da altre città».

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