Camposanto, muore cinque anni dopo l’incidente
La tragedia di Andrea, in coma dal luglio 2011. Cadde per un banale scontro in bici a Cavezzo. Oggi l’addio a Camposanto
Andrea ha lottato quasi cinque anni contro l’impossibile. La sua battaglia l’ha persa l’altra sera, quandoin ospedale a Carpi il suo cuore si è fermato.
L'INCIDENTE BANALE Andrea aveva 43 anni, compiuti tre giorni fa. Dal 18 luglio del 2011 era in coma irreversibile, a causa di un incidente banale. Urtato da un’auto, era caduto dalla bici, battendo la testa. Sulle prime era vigile, aveva una vetrebra fratturata e nessuno ha valutato a sufficienza l’ipotesi di un ematoma cerebrale. Che invece c’era, è cresciuto e ha trasformato questo ragazzone alto e intelligente e con una famiglia da costruire, in una persona immobile, incosciente e senza un futuro.
Per quasi cinque anni Andrea è stato assistito dal personale dell’Asp presso il Cisa di Mirandola. Per cercare ogni possibilità riabilitativa, per percorrere ogni speranza, i famigliari avevano anche assunto Marianna, una operatrice sanitaria che lo accuddiva personalmente, quattro ore al giorno, ogni santo giorno. Donna meravigliosa, che ha voluto ogni bene ad Andrea .
Per quasi cinque anni Claudio Orlandini e Patrizia, il papà e la mamma di Andrea, si sono alternati nelle visite a Mirandola, nella vicinanza al loro figlio che lottava per la vita. Ogni giorno, ogni santo giorno.
E per tanto tempo, finchè ne ha avuto la forza, anche Katia, la compagna di Andrea, ha seguito con amore e con le lacrime agli occhi e nel cuore i la terribile esperienza che quell’attimo, quel banale incidente, hanno disseminato nelle loro famiglie, con la vicinanza dell’associazione delle Vittime della strada.
Un’esperienza che è anche diventata un processo. Nel timore non venissero riconosciuti ad Andrea i suoi diritti, quando ancora sperava con ogni intensità in un miracolo, il papà di Andrea aveva presentato una querela, per lesioni.
Il processo in sede penale, con tempi che si commentano da sè, è ancora in corso. La prossima udienza è prevista tra mesi, anche se ora dovrà cambiare un po’ tutto.
LA TRAGEDIA L’incidente si era verificato domenica mattina, in via Volturno: Andrea, programmatore di macchine a controllo numerico presso la Makanica Draghetti di Cavezzo, percorreva la strada che dal centro conduce alla Cappelletta del Duca. Era in sella alla sua mountain bike quando all’improvviso, all’incrocio con via Da Vinci e via Di Vittorio, fu toccato da un’auto Renault. Alla guida c’era la signora G.B., oggi 55enne, residente a Mirandola. La donna stava attraversando l’incrocio, immettendosi da via Da Vinci: «Non l’ho visto - disse - andavo pianissimo e all’improvviso ho sentito un urto sulla fiancata...». Sulle prime in effetti l’incidente non sembrava grave. Nella notte il drammatico peggioramento.
Andrea oggi attende i genitori, i fratelli Michele e Davide, i parenti e gli amici per l’ultimo saluto, Nella sua Camposanto, dove è nato e cresciuto amando la terra che fu dei nonni.
Il feretro partira alle 14 dalle camere ardenti dell’ospedale di Carpi. Giungerà in chiesa a Camposanto alle 14.40 e, dopo la cerimonia, sarà tumulato al locale cimitero.
Alla famiglia Orlandini le condoglianze della Gazzetta.
Alberto Setti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
