Zocca, muore mentre lavora e il cane lo veglia
Malore stronca il 70enne Flaminio Lolli mentre trasporta legna con il trattore. A Montecorone campane a lutto
ZOCCA. Sono di nuovo fatali i lavori in campagna, sull’Appennino modenese. E, ancora una volta, è un anziano la vittima, in quel confine incerto tra lavoro e passatempo che continua a provocare gravissimi incidenti. Il fatto è accaduto ieri mattina a Montecorone, in via Sant’Antonio, una stradina sterrata di campagna, immersa nel verde dove, tra un laghetto e i vari campi coltivati si giunge a una stalla e ad alcune case. La vittima è Flaminio Lolli, 70 anni, una vita passata a lavorare in ceramica, prima come guardia notturna poi come operaio. In seguito Lolli aveva gestito per alcuni anni un albergo a Guiglia. Poi la meritata pensione e qualche faccenda in campagna.
La tragedia in realtà sembra riconducibile solo in parte al lavoro. Questa volta infatti non siamo di fronte a ribaltamenti del trattore o incidenti, ma ad un malore che avrebbe stroncato il 70enne mentre guidava il mezzo agricolo. La scena che si presenta ai soccorritori è infatti quella di un piccolo trattore uscito lievemente di strada e il corpo accasciato a terra, senza segni di pressioni o colpi. Sul posto, i carabinieri di Zocca e i vigili del fuoco di Vignola.
«Si tratta con ogni probabilità di un malore - hanno spiegato i soccorritori - verosimilmente un infarto. L’anziano stava guidando lungo la strada quando si è sentito poco bene e il trattore ha continuato ad avanzare appena qualche metro, uscendo dalla carreggiata. La salma è già stata liberata dal magistrato e non dovrebbe esserci un’autopsia, visto che la dinamica dei fatti appare piuttosto chiara».
Ancora però non si conoscono i dettagli delle esequie. A Montecorone soltanto le campane, suonate a morto durante la giornata di ieri, hanno avvisato la popolazione della tragedia avvenuta in mattinata. Evidentemente sconvolti i familiari della vittima, increduli sul fatto che sia stato proprio un tranquillo lavoro in campagna a provocare il decesso di Flaminio. Silenzioso anche il cane nero della famiglia, che è voluto restare vicino alla salma del padrone ed è stato allontanato di peso dai soccorritori.
Tra collina e montagna, è stata davvero una stagione maledetta sul fronte degli incidenti in campagna. A partire dal 27 e 28 giugno, quando a Iola di Montese e a Vaglio (Lama Mocogno) un 51enne e un 73enne erano rimasti feriti in due incidenti. Il 29 a Levizzano di Castelvetro un ribaltamento era costato la vita al 74enne Carlo Orini. Il 15 luglio un altro morto, stavolta a Valle (Serramazzoni), dove il 69enne Ivo Maioli era rimasto schiacciato da un piccolo escavatore mentre raccoglieva legna. Il 26 luglio, tra Varana (Serra) e San Pellegrinetto (Prignano), un 50enne si era ribaltato, mentre l’8 agosto un 84enne si era rovesciato in un fosso a Montecenere (Lama Mocogno). L’ultimo fatto davvero grave il 19 agosto, a Rosola di Zocca, quando un ribaltamento è costato l’amputazione della gamba a un 87enne.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
