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Modena, ucciso a bastonate a Villa Igea: non c’è un colpevole

di Carlo Gregori
Modena, ucciso a bastonate a Villa Igea: non c’è un colpevole

Il 75enne indagato per la morte del compagno di stanza a Modena non era in grado di intendere e volere: caso verso l’archiviazione

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MODENA Il perito del giudice è stato chiaro: il 75enne modenese che una sera d’agosto del 2015 prese a bastonate un suo compagno di camera 90enne a Villa Igea, morto dopo due settimane di agonia, non era in grado di intendere e di volere al momento della tragedia. E non lo è neppure adesso. L’anziano, difeso dal’avvocato Silvia Ciancia, soffriva già in quel momento di demenza e senile e Alzheimer, malattie che oggi sono ancora più evidenti (oggi si trova a casa seguito con specifiche cure domiciliari).

IL PROCESSO In altre parole per la dottoressa Matilde Forghieri non solo non sa quello che ha fatto ma non poteva rendersi conto della gravità del suo gesto e delle conseguenze mortali. Questa conclusione, che ieri ha chiuso l’incidente probatorio davanti al giudice Eleonora De Marco, sarà determinante per l’esito dell’inchiesta. Che a questo punto si avvia con altissima probabilità verso il binario dell’archiviazione. Il fascicolo seguito dal pm Pasquale Mazzei verrebbe così chiuso - nel caso di accoglimento di una richiesta di archiviazione - anche perché la direzione di Villa Igea, che pure doveva vigilare i due anziani, non è mai stata indagata. In altre parole: nessun responsabile per la morte di Salvatore Paderni, mite pensionato residente in via Valdrighi e ospite della casa di cura privata che ha una struttura adibita proprio agli anziani. (I parenti oggi sono parte offesa, assistita dall’avvocato Francesco Pighi).

UN ANZIANO INDIFESO L’aspetto più terribile di questa vicenda è stata proprio l’impossibilità di difendersi della vittima presa di mira all’improvviso: Paderno era un anziano completamente indifeso, ospite di una struttura “blindata”; quella sera si trovava steso sul letto della sua camera. Era addormentato, nel momento in cui è stato colpito dal suo compagno di stanza. I colpi alla testa gli provocarono gravi lesioni. Inoltre, familiari hanno sottolineato la mancanza di immediati soccorsi; anche il trasporto del ferito in ospedale fu disposto solo la mattina dopo l’aggressione, avvenuta attorno l’ora di cena.

La direzione di Villa Igea si scusò per l’accaduto ma rimase aperta la questione di una eventuale responsabilità di chi doveva controllare questi degenti anziani e, almeno nel caso dell’aggressore, pazienti con la mente gravemente offuscata e in preda a impeti violenti. Questione che però non è stata presa in considerazione nelle indagini per accertare eventuali responsabilità penali.

Paderni fu ricoverato in ospedale dove rimase in condizioni critiche, in prognosi riservata, per quasi due settimane prima che sopraggiungesse il decesso.

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