Il ministro Calenda a Modena: l’ateneo modenese nel Piano industria 4.0
La conferma del ministro Calenda, che in Confindustria ha presentato i progetti per la digitalizzazione
MODENA. «Il made in Modena? È il modello Italia che funziona». La promozione giunge direttamente dal ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, che ha presentato ieri a Modena il “Piano nazionale industria 4.0”, ponendo l'accento su investimenti e ammortamenti.
«Nella legge di stabilità - ha deto - abbiamo fissato i 13,4 miliardi di incentivi per l'innovazione fino al 2020, si tratta di incentivi per chi investirà nell’ambito digitale».
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Perché il modello modenese funziona? «Perché è un sistema composito - ha ripreso il ministro - fatto di grandi imprese e piccole imprese, in cui il presidio delle nicchie è molto importante». Il ministro ha aperto a nuovi scenari per il nostro territorio in base al nuovo Piano. Il primo è un eventuale ingresso dell’Università di Modena e Reggio nella cabina di regia governativa per l’industria 4.0. Non è un caso che il rettore, Angelo Andrisano, fosse seduto in prima fila mentre Calenda assicurava che «nella cabina di regia ci sono Politecnici (Bari, Milano e Torino) e scuole superiori (Sant’Anna di Pisa), ma ci sono moltissime altre università come Modena le cui competenze vanno mobilitate e rafforzate». Un altro accenno è per i centri di competenza o “competence center”. Se dovesse nascere in città non dovrebbe coprire un bacino nazionale. «Se diciamo che a Modena c’è diritto di avere un “competence center” esclusivamente per Modena va a finire come gli incubatori per le start-up - ha ripreso il ministro - vale a dire bellissimi progetti che hanno generato il nulla».
Il nostro territorio esporta tantissimo verso gli Usa. I dati si confermeranno con il nuovo presidente, Donald Trump?
«Il protezionismo di Trump, se ci sarà, non si rivolgerà all’Europa - ha confidato Calenda - Abbiamo 36 miliardi di export sugli Stati Uniti, tre volte più di quello che facevamo in Russia ai tempi migliori. Abbiamo più di 20 miliardi di euro di saldo commerciale positivo. È un grandissimo mercato. L’anno scorso siamo saliti del 20%, continuiamo a investire tantissimo in termini di produzione sugli Stati Uniti».
Un tema su cui si è agganciato il presidente di Confindustria Modena. «Il mercato americano è importante - ha ripreso Valter Caiumi - soprattutto per l’export modenese. Ci aspettiamo che il nuovo presidente degli Stati Uniti operi con il massimo criterio». Per Caiumi il Jobs Act era una «componente necessaria» e l’industria 4.0 «a Modena avrà un futuro ricco». Infine, Calenda ha parlato di referendum costituzionale. «La riforma rafforza le istituzioni - ha detto - in un momento in cui devono essere forti. È una battaglia da portare avanti rispetto per chi la pensa diversamente».
Gabriele Farina
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