«Qui a Cognento i ladri ci tengono in assedio»
I residenti: «Di sera auto con fari spenti con gente che nota gli orari e le abitudini» «Mi sono alzato all’alba: avevano già tagliato l’inferriata di casa e sono scappati»
«Se non avessi dovuto alzarmi all'alba per andare in ospedale, per una visita, la “visita” l’avrei ricevuta io, a domicilio. Mi sarei infatti trovato i ladri in casa, mentre io e mia moglie eravamo comodi nel nostro letto. I malviventi avevano già tagliato l’inferriata, sul retro, e sarebbero comodamente entrati in casa, per fare razzia».
Siamo a Cognento, una delle frazioni più gettonate, tra le preferite dai ladri: i furti nelle abitazioni si susseguono senza sosta, passando dall’estate all’inverno con disinvoltura: c’è qualche breve periodo tregua, magari in corrispondenza di passaggi più frequenti delle forze dell’ordine, poi tutti torna nella normalità, ovvero ogni notte è una specie di gioco alla roulette, dove al posto dei numeri “escono” le abitazioni che vengono saccheggiate. E non vengono prese di mira solo le più comode, ovvero quelle con il primo piano raggiungibile grazie ad una tubatura, ad un balconcino da raggiungere. Nel caso di via Tosatti, dove ci sono villette a schiera nei presi della nuova scuola elementare, i malviventi sono dovuti ricorrere a tecnica propria del loro repertorio
Come ha spiegato il proprietario di casa, i ladri hanno scavalcato una recinzione, poi una volta nel giardino, quello che dà sul retro, vicino proprio alle scuole, hanno iniziato, forse con un flessibile o con appropriata attrezzatura, a cercare di far saltare la potente inferriata che protegge il retro della casa. E ormai l’avevano praticamente segata tutta ma, evidentemente, hanno abbandonato i loro intenti ormai in prossimità del traguardo.
«Mi sono alzato poco prima delle 5 - spiega il padrone di casa - e ho ovviamente acceso la luce, ho girato per casa. Questo l’ ha bloccati e così sono andati via. Dopo, più tardi, verso le 9, mia moglie si è accorta della tentata invasione. ha trovato tracce nel giardino, macchie d’olio e di grasso, forse usato per il macchinario, in modo che non facesse rumore nel segare l’inferriata». Il residente spiega che con quello dell’altra mattina è già il quarto incontro con i ladri che ha dovuto subire. La prima volta fu razzia, non c’erano ancora le inferriate, poi lui montò le protezioni ma entrarono da una porta non ancora coperta, la terza volta puntarono ad un cavedio ma dovettero desistere. «Tanti residenti si sono accorti che qui è come se tutti fossimo controllati. Se si rientra di sera e si passa dal parchetto interno di Cognento ci sono auto a fari spenti, con gente che aspetta e all’arrivo di qualcuno mette in moto, finge di essere lì solo di passaggio. Invece stazionano, osservano, si annotano gli orari dei rientri a casa. Servono controlli, passaggi di polizia, ci sentiamo lasciati soli».
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