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Settore carni, inchiesta sullo sfruttamento

Settore carni, inchiesta sullo sfruttamento

Ieri sciopero alla Bellentani di Vignola, ma lunedì tutti in Prefettura: «Punire chi abusa dei lavoratori»

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Lacrimogeni e manganellate... sacrosante.

Non certo perchè, a sentire certe istituzioni, erano pressochè dovute sulle teste dei lavoratori che protestavano. Ieri la Questura ha ribadito che non ci sono feriti tra gli operai, e che l’unico “ospedalizzato”(al Maggiore di Bologna) è un poliziotto per un problema al dito di un piede durante la carica, fatta per “smarrire” i 110 destinati al licenziamento che per protestare si erano seduti abbracciandosi davanti ai cancelli della Alcar Uno di Castelnuovo.

La verità è che quelle sportellate e tutto quel gas sparato contro gli operai hanno avuto un effetto boomerang.

Perchè finalmente si è acceso un faro traversale sulle condizioni di lavoro di centinaia di persone, in un settore dove il confine tra legalità e sfruttamento è a dir poco confuso.

Lunedì infatti è programmato un nuovo vertice in prefettura, cui è stato invitato l’Ispettorato del Lavoro. Magari anche a dare una spiegazione delle numerose segnalazioni, di pochi giorni fa, di operai venuti da altri mondi e che sono stati pure beffardamente multati per avere percepito retribuzioni irregolari. Il tutto in una giungla di cooperative schiacciate tra l’esigenza di fornire lavoro a basso costo alle industrie di settore e la crescente consapevolezza di questa massa di uomini e donne che il settore impiega senza farsene carico fino in fondo.

«Tutto questo per quattro negri, gente pagata per fare casino e basta, non un italiano», ha scritto ieri spregiativamente un lettore dal cognome importante. Già, perchè i padroni delle aziende in prefettura hanno lamentato danni dallo sciopero, paventando peraltro imminenti chiusure da attribuire all’azione sindacale. E confermando l’intenzione, nel passaggio dell’appalto dalla coop Alba Service ad un’altra, di tenersi solo 30 dei 110 addetti al settore, guarda caso di recente “sistemati” con il contratto da alimentaristi. Per sapere chi dei 30 potrà restare, poi, gli operai sono stati invitati ad iscriversi ad una agenzia di lavoro interinate. Quale agenzia? Trenkwalder, che oggi è tutto dire.

Chiaro dunque che «serve una risposta immediata e risolutiva. È inaccettabile che l'arroganza di chi opera nello sfruttamento e nell’illegalità continui a farla da padrone, scaricando sui lavoratori e sulla società tutti i costi e le tensioni conseguenti», come tuona nuovamente la Cigl. Intanto ieri gli operai del settore e i SìCobas hanno nuovamente scioperato davanti alla Bellentani di Vignola. Bandiere, cori e carabinieri e poca polizia, ma in un clima meno ostile.

Perchè non si può invocare la parola legalità se non si cancellano le troppe ombre di indegno sfruttamento e irregolarità che si trascinano da anni. (ase)

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