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“7.8.Novecento” funziona con piccoli tesori mai visti

di Michele Fuoco
“7.8.Novecento” funziona con piccoli tesori mai visti

Dagli articoli inglesi del secolo scorso agli oggetti di tecnologia e scienze del 1800 la rassegna si conferma un appuntamento apprezzato da venditori di tutta Italia

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C'è da perdersi tra i tanti mobili, oggetti, capi vintage che “7.8.Novecento” offre per la 30esima edizione che chiude oggi alle 19. E ciò sta portando tanti visitatori nei padiglioni di ModenaFiere. Soddisfazione esprimono gli antiquari che puntano su oggetti curiosi come Nerio Manfroni di Rimini con le “vecchie cose inglesi” del 900, tra cui spiccano una fragoliera rarissima in ceramica, un servizio da tè a letto, un cucchiaio da baffi, un bastone a due ruote, una volta usata dai postini. Sullo stesso piano su muove Nicola Simeone che ha il negozio “Timeless Antiques” a Newark-on-Trent (Inghilterra) che si basa di oggetti scientifici dell'Ottocento: da un tellurio ad un planetario e a globi, un set medico da viaggio e pure una varietà estrema di carillon. «Vengo a Modena da 20 anni. La fiera è partita bene. Ho già venduto alcune cose, perché propongo oggetti reperiti di recente».

Si fanno guardare nello stand di Francesco Vitelli di Scarperia (Firenze), anche lui appagato dell'andamento positivo del mercato, le cartoline del regime fascista su cui Giò Ponti disegnava progetti per la Frua di Milano, fabbrica di stoffe, mobili e automobili. Ci sono pure un biglietto da visita di Balla e bozzettti e una sedia a doppia seduta (anni '70) per psicanalista. Da apprezzare veri pezzi d'arte da “Flart” di Sommariva Perno (Cuneo): un tavolo di scagliola carpigiana e una scrigno prezioso del XVII secolo, con pitture su cassetti e particolari in bronzo e pietra dura. Il titolare Flavio Gallo ritiene che Modena sia una buona piazza, ma l'interesse del privato è notevolmente calato. Plaude alla rassegna «che è sempre una manifestazione, con buone prospettive di mercato» Marino Cristiano da Napoli che ci mostra un imponente tavolo forlivese del 1750, un divano Luigi XIV e due paesaggi, con capricci architettonici, dipinti da Grisolfi. “Piccoli segnali di ripresa” registra Maurizio Raimondi di S.T.S. di Modena che presenta sclture in vetro di Giuliano Tosi, galli in caremica di Guido Cacciapuoti e pannelli in ceramica di Salvatore Fiume. Appaganti gli affari per Gabriele Zanni di Fiorano che scommette sulla pittura modenese: Mac Mazzieri, Vecchiati, Jori, ma pure il sanmarinese Giovagnoli e il futurista Petrella. Nel padiglione “Vintage”, dove si rende omaggio a Valentino, spicca la Galleria Archi di Sufian, di Milano, con valigie 24 ore, in coccodrillo, dei Santi (anni 70), un beauty case di Morabito. Abbigliamento con tessuti di composizioni astratte, per ricordare Dorazio, e informali firmate Missoni. «E' una piazza buona. A Modena le donne hanno grinta. Vengono da sole a fare acquisti e se portano i mariti, questi fanno bene a tacere».

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