«Caffè del Teatro: bando mal gestito»
L’esito del bando per la gestione del Caffè Teatro (che sarà affidata a un’associazione d’impresa tra caffè Bonini e Luca Cocco), dà lo spunto a Forza Italia per alcune riflessioni critiche....
L’esito del bando per la gestione del Caffè Teatro (che sarà affidata a un’associazione d’impresa tra caffè Bonini e Luca Cocco), dà lo spunto a Forza Italia per alcune riflessioni critiche.
«Purtroppo - commenta il consigliere comunale Roberto Benatti - è andata come era ampiamente pronosticato, come tutti i bandi del Comune: un solo partecipante che vince facile! Quelli (ormai pochi) che speravano in una gara aperta, partecipata, dove confrontare le diverse idee su come allestire e gestire un locale così importante per il centro storico e per la città intera, si sono dovuti ricredere. Perché al bando del Comune ha partecipato, come al solito, un solito partecipante, che ovviamente ha vinto facile».
«Eppure - continua Benatti - il Comune, stavolta, aveva tutti gli strumenti per evitare il fiasco. Bastava che l'assessore avesse fatto il suo mestiere, invece di pensare a autoincensarsi con i suoi “fatto!” Ma andiamo per ordine: un mese fa i quotidiani hanno riportato la notizia che uno chef di fama internazionale, dopo aver visionato i locali del Caffè Teatro, ha deciso a malincuore di rinunciare al bando, denunciando di aver trovato un cantiere aperto, disordinato, con un sacco di lavori da fare. A questo punto, come è nostro dovere di Consiglieri Comunali, abbiamo presentato una interrogazione sullo stato reale del Caffè Teatro, ma non abbiamo ottenuto risposta. E alla fine il bando è andato semideserto. Come era ampiamente prevedibile. Ora l'assessore, invece di prendersela con chi come noi fa il proprio mestiere di controllo e indirizzo, deve prendersela con sé stesso, per averci messo un anno per fare un bando; per aver gravemente omesso di controllare la ditta che faceva i lavori, che non abbiamo di certo scelto noi, e che non ha finito i lavori per tempo; per aver parlato, a bando aperto, con imprenditori “delusi”, non si capisce bene di cosa; per non aver capito che bisognava rimandare il bando, per far vedere agli imprenditori un locale a puntino; per aver gioito del solito bando “con un solo concorrente” al quale ci ha ormai abituati, specie per il bar teatro. Speriamo, almeno, - conclude Benatti che chi ha vinto il bando possa a questo punto decidere, a parità di costi, come verranno ultimati i lavori da parte del Comune, scegliendo i pavimenti e la tinteggiatura in base alle esigenze di arredamento».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google