Habitat, il nuovo polo dove crescerà la cultura
Soliera. Taglio del nastro per l’edificio che potrà ospitare eventi a 360 gradi Solomita: «Un crocevia di tradizione e innovazione, con attenzione ai giovani»
SOLIERA. «Un microcosmo dove entità diverse coabitano e crescono l’una accanto all’altra». È questo il concetto che sta alla base del nuovo polo culturale e aggregativo “Habitat”, dove cresce la cultura, inaugurato ieri a Soliera. Un edificio contemporaneo che si estende su una superficie di 1500 metri quadrati dove convivono diverse attività. Dalla musica all’arte, dall’insegnamento ai concerti fino a uffici e zone ristoro, il nuovo polo è nato grazie alla volontà dell’amministrazione locale con il contributo della Fondazione CR Carpi, della Regione e della Fondazione Campori che hanno collaborato per poter dare al paese una struttura all’avanguardia e funzionale ad alta sostenibilità.
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Edificio costruito dalla Cooperativa Muratori e progettato dallo studio ZPZ Partners di Modena che comprende quattro grandi aree tra cui Musica, con sala prove e corsi di musica; Spettacolo, gestito dal circolo Arci Dude e Fondazione Campori dove collaboreranno anche teatro e cinema; Sala polivalente gestita da Arci Soliera e un’area dedicata agli uffici e corsi dove si troverà anche una sala riunioni e altre dedicate specificatamente ai vari corsi.
«Abbiamo un’ampia scelta di proposte - commenta il presidente della Fondazione Campori, Francesco Ori - per cercare di vivere al meglio questo contesto, culturale e aggregativo per tutti». Anche esternamente si può cogliere l’originalità del luogo, circondato da una recinzione esterna di 6 metri a forma di cerchio di 62 metri di diametro che riprende la trama tipica della campagna emiliana. «Habitat - afferma il sindaco Roberto Solomita - sarà un luogo aperto a tutti dove si svolgeranno tante iniziative, dove tradizione e innovazione si incontreranno insieme all’associazionismo, in particolare quello giovanile».
Habitat pensa ai giovani e alle nuove generazioni che, secondo il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, potranno crescere in un territorio che vuole diventare sempre di più terreno fertile per incentivare la creazione di posti di lavoro grazie proprio al settore culturale: «In questi anni abbiamo investito e lo stiamo facendo anche oggi nel settore culturale perché crediamo che si possa vivere di questo e Habitat ne è la prova».
Molto soddisfatto anche il presidente della CR Carpi, Giuseppe Schena, che da tempo sostiene le attività del territorio: «Abbiamo iniziato con l’acquisizione e la riqualificazione dell’Auditorium San Rocco, passando poi per la costruzione del Polo Artistico Culturale di Novi che oggi, con Habitat trova la sua conclusione. Tre centri per fare e fruire cultura, nati dalla volontà di operare con uniformità sull’intero territorio». L’inaugurazione si è conclusa con un brillante intervento dell’artista David Riondino.
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