PARLIAMOCI Di lotta e di governo di Enrico Grazioli
Martedì Renzi sarà anche a Modena nell’affannoso giro d’Italia intrapreso senza sosta per sostenere le ragioni della sua riforma costituzionale in vista del referendum. Sua perché...
Martedì Renzi sarà anche a Modena nell’affannoso giro d’Italia intrapreso senza sosta per sostenere le ragioni della sua riforma costituzionale in vista del referendum. Sua perché l’aver legato, sbagliando, il proprio destino di premier e vieppiù al risultato del 4 dicembre ha personalizzato (quasi personificato...) l’intero dibattito. Suo lo sforzo oggi di ricondurre al merito la riflessione sulle modifiche alla Carta, dopo aver coalizzato gli avversari più disparati offrendo loro l’occasione di rovesciarlo; suo l’impervio equilibrismo nel reggere la doppia parte di capo di governo determinato, rigoroso, affidabile agli occhi del mondo e insieme di interprete ancora di quel sentimento di malessere anti sistema, di quell’ansia di rinnovamento che lo aveva premiato nella veste di autoproclamatosi rottamatore.
Prendendo per nitida la fotografia scattata dagli ultimi sondaggi, proprio in quel “sentire” potrebbe stare la residua speranza di ribaltare quelle che oggi sono previsioni di sconfitta, convincendo gli indecisi. La fine del bicameralismo perfetto o paritario, l’accelerazione possibile dei percorsi legislativi, lo smagrimento della rappresentanza lautamente compensata sono segnali sufficienti e accettabili per chi avverte che così ogni decisione va a rilento, ogni risposta tarda, ogni possibile efficacia è sottoposta al potere d’interdizione di chiunque, comunque?
Queste dovrebbero essere le domande, chiarito che l’alba sorgerà comunque anche il 5 dicembre, che fare del referendum la madre di tutte le battaglie è un’esagerazione, ma che la riforma non contiene ferite insanabili alla democrazia e alla garanzia dei diritti di tutti. Ma il tutto, e molto per sua imprudenza, si è tradotto nel chiedersi come vengono percepiti oggi Renzi e il suo operato di premier. Soffia nelle sue ali, comunque un po’ provate dalla realtà del governare molto più prosaica e faticosa del fare opposizione nel clamore, il vento che si aggira per l’Europa e anche oltre Oceano, ringalluzzendo i capelli di Trump? Oppure rischia di abbatterlo come ultimo (in attesa del prossimo) simulacro di un potere lontano dai cittadini e dalle loro ansie, che Matteo e i suoi fedelissimi hanno solo un po’ smacchiato, come un giaguaro?
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