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Vandelli: «La città crescerà coi bonus per riqualificare»

di Davide Berti
Vandelli: «La città crescerà coi bonus per riqualificare»

L’assessore lancia la sfida: «Basta rigidità, la Diagonale vivacizzerà i quartieri Nell’area dell’Ottavo Campale ci potranno essere nuovi alloggi e servizi»

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Una settimana fa avevamo disegnato il quadro del nuovo Psc, il piano strutturale comunale che dovrà disegnare il futuro di Modena. Per ora molti ostacoli, poco lavoro visibile, a sentire l’assessore Anna Maria Vandelli tanto lavoro dietro le quinte. Ma i problemi restano, du quel piano che avrebbe già dovuto caratterizzare la giunta Muzzarelli.

Assessore, a che punto siamo?

«Non accetto che si dica che siamo fermi. La struttura comunale è impegnata su più fronti e su più settori senza avere una squadra dedicata al Psc. Tutti insieme stiamo lavorando a questa nuova sfida».

Da fuori sembra che il passo non sia dei più convincenti?

«Si sbaglia. La parola d’ordine è condividere, e lo stiamo facendo. La prima cosa è conoscere perfettamente il punto di partenza, censire ciò che è Modena oggi: senza di questo come facciamo a decidere da che parte andare?».

Veramente la giunta Pighi aveva elaborato un documento, a firma del suo collega Gabriele Giacobazzi, che già tracciava i criteri e le sfide. Oggi sembra che i passi siano stati fatti indietro, non c’è nemmeno più quel documento.

«Stiamo ultimando le ricognizioni, si sta formando il gruppo di esperti sui temi dell’innovazione e della valorizzazione, arriveremo a primavera con le idee molto chiare. Ma se è un problema di fogli, documenti e slide, possono darvene quante ne volete».

Cosa c’è in cima alla lista delle sue priorità?

«Condividere la conoscenza del territorio, farne un’analisi puntuale, partire per valorizzare al meglio il nostro territorio anche nelle sue infrastrutture naturali, penso ai fiumi, e riflettere su come orientare la densificazione della città».

Prego?

«Il nuovo fabbisogno sappiamo che dovrà stare all’interno del riuso e della riqualificazione. Ma non è detto che sempre ci si riesca sull’esistente, così potremo trasferire altrove alcune funzioni già all’interno del famoso saldo zero che comunque va interpretato nel modo giusto».

Cominciamo da qui: lei come lo interpreta?

«Quando parliamo di territorio urbanizzato dobbiamo sapere che anche i parchi sono urbanizzazioni, tutto qua».

Quando diceva “altrove”, riferita alla densificazione della città, cosa intendeva?

«Pensavo a come questa città si potrà sviluppare in futuro, tutta all’interno e non all’esterno, come già abbiamo detto. Così come sappiamo che il futuro sarà fatto di costruzioni alte, certamente non urbanizzazioni da due piani. Le zone strategiche sono già segnate».

Le dica lei.

«Penso all’ex Mercato Bestiame, nell’ottica di una riqualificazione che dovrà partire presto, penso ai benefici anche nella vita dei quartieri che porterà il parco della Diagonale e penso soprattutto all’ex Ottavo Campale: dentro a quel comparto potrà starci davvero tutto ciò di cui la città avrà bisogno, un’area non più di soli servizi ma polifunzionale».

Anche nuove abitazioni?

«Quell’area potrà essere utilizzate per mettere a frutto hgli incentivi di cui i privati hanno bisogno per riqualificare: oggi i costi della riqualificazione sono coperti al 60 per cento, troppo poco se pensiamo che nel 70 per cento dei casi i modenesi vivono in casa costruite prima degli anni Ottanta. C’è bisogno di incentivi, che potrebbero arrivare da bonus utilizzabili per costruire altrove: io riqualifico la mia vecchia abitazione, ma ho in cambio una cubatura edificabile che posso “vendere” all’azienda per sostenere il mio investimento sulla casa che non voglio abbandonare. Fantascienza? No, sburocratizzazione per rendere le cose più fattibili, sapendo però che a tutti costerà qualche sacrificio. Ma se vogliamo Modena più bella, più sana e più sicura questa è la strada».

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