Acconti Irpef, ecco come versare
Le regole per il metodo storico e per quello previsionale. L’ipotesi del ricalcolo degli importi
A fine mese è prevista la scadenza per il secondo acconto relativo alle imposte. Ecco di seguito tutte le possibilità per versare correttamente l'acconto e le modalità per ricalcolarlo versando meno imposte.
Il 30 novembre scade il termine per versare la seconda o unica rata dell’acconto per i soggetti Irpef, che può essere determinata con due diversi metodi: il metodo storico e il metodo previsionale.
Per quanto riguarda il metodo storico, sono tenuti al versamento dell’acconto le persone fisiche che nel periodo di imposta 2015 risultano a debito per un importo superiore a 51,65 euro. La misura dell’acconto è pari al 100% dell’imposta a saldo relativa all’anno precedente e deve essere versato: in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2016 se l’importo dovuto è inferiore a 257,52 euro; in due rate se l’importo dovuto (rigo RN34) è pari o superiore a 257,52 euro, di cui: la prima, nella misura del 40%, deve essere già stata versata entro il 16 giugno 2016 (o 6 luglio nel caso si sia beneficato della proroga) ovvero entro il 16 luglio 2016 (o 22 agosto) con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo; la seconda, nella misura del 60%, entro il prossimo 30 novembre 2016. In alcuni casi particolari l’acconto determinato con il metodo storico deve essere ricalcolato. Ad esempio: per i soggetti che effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016, cosiddetto maxiammortamento, con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, il costo di acquisizione è maggiorato del 40%. L’acconto 2016 va calcolato senza tener conto di tale agevolazione.
In alternativa al metodo storico, il contribuente può anche utilizzare il metodo previsionale per la determinazione dell’acconto dovuto: se prevede (ad esempio per effetto di oneri sostenuti e che dovrà sostenere nel 2016 o di minori redditi percepiti nel 2016) di dover versare una minore imposta, può essere conveniente determinare gli acconti da versare sulla base di tale minor imposta da versare. Se il versamento con il metodo previsionale risultasse inferiore a quanto dovuto a consuntivo in base al reddito effettivamente conseguito nel 2016, si applica la sanzione per insufficiente versamento pari al 30% di quanto non versato, salvo la possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso. Per le modalità di versamento del secondo acconto Irpef, deve essere utilizzata la sezione Erario del modello F24 con il codice tributo 4034 e indicando l'anno di riferimento 2016. Non sono dovuti acconti con riferimento all’addizionale regionale Irpef e, per quanto riguarda quella comunale, l’acconto unico andava versato entro il termine del saldo Irpef.
Giorgio Guandalini
dottore commercialista
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