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Arriva Renzi a Modena, parte la volata per il Sì

Arriva Renzi a Modena, parte la volata per il Sì

Il premier questa sera al Forum Monzani alle 21, ma potrebbe slittare di mezz’ora Mobilitato tutto il partito, ma il vero rebus sarà l’affluenza del 4 dicembre

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MODENA. È previsto alle 21, ma potrebbe slittare di mezz’ora: Renzi arriverà al Forum Monzani dopo un vero e proprio tour per il referendum del 4 dicembre in giro per l’Italia che inizierà in Toscana, passerà per Reggio Emilia e finirà proprio a Modena, dove ad attenderlo ci saranno dal presidente della Regione Stefano Bonaccini in giù. Quanti? Si prevedono tanti sostenitori del Sì che proveranno a tirare la volata finale per il referendum che, stando ai sondaggi, in Emilia Romagna dovrebbe essere davanti di pochi punti. Tranquilli ma non troppo, e comunque non basta se la tendenza nazionale dovesse essere confermata, con il No davanti di cinque punti. Così è iniziata questa rincorsa.

Renzi, che da settimane sta cercando di spersonalizzare la campagna referendaria, ha invitato a stare al merito del quesito referendario: «Volete votare Forza Italia, Movimento Cinque Stelle, Sinistra Italiana? Fatelo - ha detto ieri - Se vi sto antipatico io, vi capisco. Ma al referendum votate pensando ai vostri figli, perché questa occasione non ricapita» ha aggiunto il presidente del Consiglio, che ha rimesso alle sue spalle la bandiera dell’Europa in occasione del confronto sui social di ieri pomeriggio, una diretta con migliaia di persone alle quali ha risposto sui grandi temi di questo momento.

«Vogliamo che quella bandiera dell'Europa che abbiamo rimesso sventoli. Ma per sventolare, l'Europa deve cambiare politica sull'immigrazione», ha scandito il premier.

Renzi anche ieri non è andato per il sottile: «Siamo a un bivio in cui si può finalmente cambiare. Si vota su una semplificazione del sistema che darà più stabilità e più forza all'Italia in Europa e nel mondo. Si può sempre fare meglio ma siamo a un punto decisivo e delicato. Ma il punto è che se il referendum passa l'Italia ha una forza e una solidità anche rispetto ad altri Paesi europei impressionante. Se non passa niente di male, manteniamo un sistema in cui i veti e controveti dei giochi politici sono quel che sappiamo e non dirò accozzaglia, ma una variegata coalizione dovrà dire solo No ma raccontare cosa pensa», sottolinea.

Per il premier «il riflesso politico ci sarà sia se vinca il Sì, sia che vinca il No», ma «il problema se vince No è semplice: nella Costituzione italiana rimane tutto com'è, il Parlamento più costoso del mondo e un sistema totalmente arzigogolato e il trionfo della burocrazia. Vorrei che questo fosse il tema, se si parla - talvolta anche per colpa mia - solo di cosa succede il giorno dopo, non facciamo un servizio ai cittadini», sottolinea. «Non mi sento responsabile se stiamo provando a cambiare l'Italia - aggiunge il premier - Non stiamo drammatizzando noi. C'è un referendum che chiede 'volete ridurre il numero dei parlamentari Sì o No', ma tutto il film della panna sopra non l'abbiamo fatto noi».

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