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Arsenale in vendita nel mercatino

Arsenale in vendita nel mercatino

Spilamberto. Due antiquari denunciati: avevano armi senza le autorizzazioni

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SPILAMBERTO. Tutte quelle armi non sono sfuggite all’occhio dei carabinieri, che domenica hanno effettuato dei controlli nel mercatino dell’antiquariato di Spilamberto.

L’attenzione dei militari è stata attirata da due venditori, un italiano e un marocchino, che vendevano armi (baionette, rivoltelle, pistole e catane).

Oggetti di antiquariato certo, ma che al tempo stesso sono delle armi a tutti gli effetti e per le quali sono necessarie le regolari autorizzazioni. Documentazione che i due uomini non sono stati in grado di riprodurre e che quindi hanno fatto scattare non solo il sequestro della merce, ma anche la denuncia per i venditori. Una denuncia duplice, sia per la vendita senza autorizzazione di armi e sia per il porto abusivo.

Il tutto nella domenica di mercato straordinario, uno degli appuntamenti più importante in regione per tutti gli appassionati di antiquariato e che si svolge nel centro storico di Spilamberto, con tantissimi espositori e numerosi avventori e amanti del genere. Tra le bancarelle di “800 e dintorni”, questo il nome della manifestazione, si può trovare ogni genere di oggettistica, dai mobili antichi alle monete storiche, dai pizzi ai ricami, passando per il modellismo.

E tra gli amanti degli oggetti antichi, vi sono anche tanti appassionati di armi di qualunque genere, sia bianche che da fuoco. Proprio a questo genere di avventori si rivolgevano i due venditori denunciati che, però, non avevano fatto i conti con i controlli dei carabinieri che hanno passato al setaccio il mercatino.

In totale i militari hanno sequestrato una trentina di armi.Le baionette, la classica lama che nei secoli scorsi era montata sui fucili, erano ben diciotto, di ogni tipologia.

C’erano anche pezzi tipici della cultura dell’estremo oriente, come tre katane, ovvero la più classica delle spade nipponiche. Infine in vendita si trovava anche un machete.

Poi c’erano numerose armi da fuoco, anche molto antiche (’700 e ’800). C’erano quattro pistole monocolpo e tre “avancarica”, ovvero quelle in cui il proiettile viene caricato dalla canna.

Per nessuno di questi oggetto gli uomini avevano i permessi necessari e dunque sono incappati nella denuncia da parte dei carabinieri.

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