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Il risiko che racconta le “Mafie sotto casa”

Il risiko che racconta le “Mafie sotto casa”

Un sito internet mappa oltre 20 anni di infiltrazioni in Emilia Romagna. Lunedì presentazione a Finale

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Si chiama www.mafiesottocasa.com ed è il sito internet, presentato nei giorni scorsi a Bagnacavallo, alla presenza anche dell’assessore regionale, Massimo Mezzetti, che mappa le infiltrazioni mafiose in Emilia Romagna. Oltre vent’anni di radicamento, dai primi malavitosi mandati al confino, passando alle estorsioni, i roghi dolosi, gli omicidi e gli affari. «Frutto della collaborazione di oltre dieci associazioni del territorio emiliano-romagnolo - spiega la nota di presentazione - il sito mappa, mediante il supporto di GoogleMaps, oltre 240 fatti di criminalità comune ed organizzata in regione. Suggeriti da appositi segnalatori, realizzati da GianLorenzo Ingrami e Claudia Casamenti, sulla pagina web saranno indicati: omicidi, estorsioni, roghi dolosi, Comuni sciolti per mafia, sorvegliati speciali, obblighi di dimora, operazioni di polizia, processi in corso, aziende escluse dalla white list per i lavori pubblici, beni confiscati alle mafie. Il portale inoltre raccoglie quasi venti anni di rassegna stampa sul tema, ed in apposite sezioni mette a disposizione i dossier e gli approfondimenti elaborati nel corso degli ultimi anni ed utili alla comprensione del fenomeno mafioso in Emilia-Romagna. Tutto il lavoro è stato realizzato in forma volontaria con lo scopo di fornire una cassetta degli attrezzi a chiunque vorrà, nel territorio, informarsi sulla presenza e sulle modalità di azione della criminalità organizzata».

E il modenese non è secondo a nessuno per radicamento: dai mafiosi ai Casalesi che gravitano tra la Valle Panaro e il circondario di Modena, i Pelaggi nella zona sassolese e le note vicende di Raffaele Diana tra Bomporto e Bastiglia.

Una segnalazione riguarda anche Finale, dove venne inviata una commissione d’accesso prefettizia per accertare eventuali infiltrazioni o condizionamenti malavitosi. Il Comune non fu sciolto, ma le conseguenze sono note. Di quel particolare momento se ne parlerà lunedì, alle 21, al bar Fly con il consigliere comunale di Sinistra Civica, Stefano Lugli, il sindaco di Castelnovo ne’ Monti, Enrico Bini e Gaetano Alessi, coautore del sito e del dossier “Tra la via Aemilia e il west”. (fd)

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