Sestola, abuso edilizio: Bonucchi condannato
Sestola. Pena di tre mesi per il disboscamento di Colombaccio, ma il sindaco è stato assolto dall’accusa di abuso d’ufficio
SESTOLA. Assolto dall’accusa più grave ma condannato per l’altra. Conclusione dolceamara per il sindaco di Sestola Marco Bonucchi nell’ambito del processo per il maxi disboscamento del 2010 a lato della seggiovia del Colombaccio, quella che parte da Passo del Lupo per condurre sul Cimone. Qui secondo l’accusa un intervento di messa in sicurezza è andato molto oltre il consentito: la Comunità Montana aveva autorizzato il disboscamento di 1.600 metri quadrati, ma il corpo forestale ne ha accertati 3.383, stimando quindi il taglio in eccesso di 600 faggi. Fatto per cui sono finiti sul banco degli imputati, oltre al sindaco, i dirigenti comunali Giovanni Cerfogli (urbanistica ed edilizia privata) ed Edo Giacomelli (lavori pubblici e patrimonio) e sul fronte privato l’ingegner Pietro Busso (progettista) ed Ermanno Gianni (esecutore dei lavori). Ieri mattina la sentenza emessa dal Collegio presieduto da Pier Luigi di Bari e composto con Federico Meriggi e Simona Siena.
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Dall’accusa di abuso d’ufficio sono stati assolti tutti: Giacomelli per non aver commesso il fatto, Bonucchi e Cerfogli perché il fatto non costituisce reato. E questo era il lato più “pesante” della cosa, perché se fosse arrivata la condanna il sindaco, secondo la legge Severino, avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni. Però il suo può essere solo un mezzo sorriso perché è arrivata la condanna per altri due capi d’imputazione: sostanzialmente abuso edilizio, ovvero aver eseguito l’intervento in difformità e senza la dovuta autorizzazione paesaggistica. Qui Bonucchi (non in qualità di sindaco ma quale committente come presidente, all’epoca, del Consorzio Cimone) e Cerfogli sono stati condannati a 3 mesi di arresto e 35mila euro di ammenda, Gianni a 2 mesi e 30mila euro di danni, più per tutti il pagamento delle spese processuali. L’ingegner Busso invece è stato giudicato responsabile di falso e condannato a 5 mesi di reclusione, più spese legali. Pene che ovviamente sono state sospese per tutti. Poi il Collegio ha ordinato la remissione in pristino dei luoghi (che sulla carta vorrebbe dire ripiantumazione dei faggi) entro 90 giorni dalla dichiarazione di irrevocabilità della sentenza. Cosa che chiaramente slitterà con l’appello. Poi i riconoscimenti per Anpana (Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente) quale parte civile rappresentata dall’avvocato Carlo Colombo: 5mila euro di danni che i quattro condannati devono corrispondere in solido, più spese. Vittorio Rossi, difensore di Bonucchi, ha visto nel dispositivo il bicchiere mezzo pieno, e anche di più: «Il punto fondamentale era l’accusa di abuso d’ufficio – ha sottolineato – che avrebbe sottointeso un dolo che invece non c’è stato, tanto che qui è arrivata l’assoluzione. Resta la colpa semplice per l’intervento, una specie di contravvenzione che però in caso di appello, e lo faremo certamente, si prescrive subito».
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