Gazzetta di Modena

Modena

Architetti di strada, metodi innovativi per la progettazione

di Laura Solieri
Architetti di strada, metodi innovativi per la progettazione

Tagliazucchi: «Decisivo il coinvolgimento dei cittadini che tornano a riappropriarsi dei quartieri dove vivono»

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MODENA. Li chiamano gli "architetti con le antenne". Ed è proprio così: l'associazione Architetti di Strada è nata con l'obiettivo di fornire soluzioni tecniche di alta qualità per rispondere ai disagi sociali e abitativi, e per individuare i bisogni ci vogliono antenne lunghe e dritte.

«Sono entrata a far parte di Architetti di Strada nel 2014 - racconta Silvia Tagliazucchi, referente per Modena dell’associazione che ha sede a Bologna ed è nata nel 2010 come spin-off dell'associazione Avvocato di Strada - Mi è piaciuto l'approccio concreto per migliorare la risposta ai luoghi trascurati della città con progetti sostenibili in termini economici, ecologici e sociali».

Silvia è una civic designer specializzata in partecipazione e analisi urbana, ma l'associazione si compone di tante figure professionali: architetti, ingegneri, urbanisti, sociologi, psicologi, esperti di diritti umani, di comunicazione, di partecipazione, di sostenibilità energetica ed ambientale.

«In quello che facciamo - spiega Silvia - è richiesta una forte empatia con le persone, un approccio sociologico al progetto e approfondite competenze sull'argomento. Ciò che facciamo non è solo creare una nuova struttura, inserire nuovi elementi di arredo urbano ma affianchiamo il confronto con le persone». Un’opinione, la sua, confermata anche dal perfezionamento all'Università IUAV di Venezia sui metodi di ascolto coinvolgimento dei cittadini per la realizzazione di progetti partecipati.

«Organizziamo incontri con i bambini delle elementari del quartiere - aggiunge - per farli diventare partecipi dell'intervento e consapevoli del luogo dove abitano attraverso laboratori di giardinaggio o di bricolage. È nell'approccio al cittadino la chiave dell'intervento degli architetti di strada».

Recentemente la Tagliazucchi è stata contattata da una cittadina di Modena desiderosa di creare opportunità di socializzazione nel suo quartiere, dove abita da dieci anni ma dove, nonostante questo, non conosce nessuno.

«Di solito - aggiunge con un sorriso - le segnalazioni ci arrivano proprio dai cittadini che chiedono aiuto per risolvere disagi concreti che li vedono protagonisti nella loro quotidianità. Proprio per la solida unione di intervento architettonico e sociale, molto spesso i momenti di laboratorio coincidono con momenti conviviali legati al cibo: merende, pranzi, cene. Il momento di condivisione del cibo ha una finalità particolarmente rilevante e come modalità di approccio è molto efficace».

Lei stessa ha seguito diversi progetti a Modena tra cui un laboratorio sull'osservazione della città con la collaborazione dell'Istituto Venturi e del Comune, un progetto in via Carteria per l’allestimento di salotti urbani, sempre promosso dal Comune, con la collaborazione degli studenti del Venturi e dell'associazione culturale “Scossa” e l'associazione “Via Carteria” ed ha collaborato alla redazione del recente concorso di idee promosso dalla biblioteca Poletti, “ARCtion games”.

« Lavoriamo sul senso civico e di appartenenza che lega le persone ai luoghi - conclude - soprattutto in contesti di forte criticità, spesso anche in quartieri popolari periferici dove i residenti sono spesso stranieri e per questo manca l'appropriazione del territorio. A volte riuscire a sentirsi a casa anche dove abiti non è facile, e questo passa anche dalla conoscenza delle persone che ti stanno attorno». Per informazioni sulle attività di Architetti di strada, segnalare nuove proposte, partecipare ai progetti si può scrivere a architettidistrada@gmail.com

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