Bomporto, pizza e Lambrusco: sinfonia di sapori in otto “variazioni”
Una serata a Bomporto con Giovanni Mandara Giovanna Guidetti e l’Associazione sommelier
BOMPORTO. Chi l’avrebbe mai detto che la pizza si potesse sposare con il lambrusco, ottenendo un sapore inedito per palati di gourmet raffinati? Nel corso dell’ultima edizione della fiera di San Martino è stato possibile saggiare la qualità di uno dei piatti più semplici della tradizione italiana, abbinato a diversi tipi di etichette del vitigno nostrano più apprezzato nel mondo. La pizza, cucinata a puntino e presentata in più fogge e abbinamenti da uno dei re indiscussi di questo piatto, Giovanni Mandara della Piccola Piedigrotta di Reggio Emilia (al quale il Gambero rosso ha assegnato tre spicchi per la pizza classica nell’ultima edizione della guida) ha sposato otto lambruschi differenti. Un matrimonio che ha dato vita a combinazioni inedite, tra la sorpresa dei commensali che hanno partecipato alla cena evento in cui sono stati svelati ingredienti e lavorazione delle pizze, nonché la filosofia che sta dietro al metodo di ogni lambrusco. L’appuntamento, intitolato “Pizza & lambrusco? Sì, ma di qualità” si è svolto presso il circolo Arci Laghi Elena di Bomporto e ha radunato centinaia di persone intorno a tante tavolate. L’evento ha visto alla regia il Comune, insieme alla chef dell’osteria La Fefa di Finale Emilia, Giovanna Guidetti, insieme a tanti volontari del circolo Arci che ha ospitato l’iniziativa e il consorzio tutela del lambrusco. A servire ai tavoli camerieri d’eccezione: gli assessori della giunta comunale di Bomporto, mentre il sindaco Alberto Borghi ha scandito le varie fasi della serata. Per ogni tipo di pizza servita in tranci è stato così possibile degustare un tipo di lambrusco: come hanno fatto notare gli esperti dell’Associazione italiana enogastronomi e sommelier, il nostro vitigno non appesantisce, ma, al contrario, sorso dopo sorso e portata dopo portata, alleggerisce il pasto. Il primo abbinamento ha visto entrare in scena la pizza Exelenza con pomodoro Corbarino e mozzarellina di vacca rossa, accompagnato dal famoso Leclisse della cantina Paltrinieri. La pizza Napoli è stata la seconda protagonista con gli ingredienti classici intramontabili - mozzarella, aggiughe, cappero, origano - sperimentata con Unico della cantina Divinja. La pizza Montalbano ha poi fatto bella mostra di sé, con la melanzana siciliana cotta per quattro ore con il pomodoro, oltre alla mozzarella di vacche rosse. Un vero must della pizzeria che viene proposta con successo da 27 anni. Questo gusto è stato abbinato al Gallo Rosso della cantina Bellei Aurelio. È stato poi il turno della pizza Cirasa, con mozzarella, cima di rapa e salsiccia, che è sposata con il lambrusco di Sorbara dopo Podere Cà bianca secco della cantina Garuti. Mentre la Scapece, con mozzarella, zucchine, cipolla, pancetta e limone ha trovato il giusto connubio con il lambrusco di Sorbara Gaetano Righi di Cantine riunite & Civ. Sul finire della serata, non poteva mancare la pizza Cenerentola, con l’immancabile mozzarella, affiancata da zucca, taleggio, pancetta piccante, noce moscata, abbinata al Friedmann Charmat della cantina di Carpi e Sorbara. E per terminare, i commensali hanno potuto gustare la pizza Bona, con gorgonzola croce e mortadella La favola, insieme al lambrusco di Modena, spumante brut metodo classico 2010 di Cantina della volta, dal sapore intenso e persistente. Chiusura in bellezza con la pizza reggiana con pesto di erbazzone, mozzarella di vacca rossa, lardo di maiale e ciccioli, abbinata a un Lini Oreste e figli.
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