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Elezioni regionali 2014, irregolarità nella raccolta firme: 4 indagati nel M5s

Elezioni regionali 2014, irregolarità nella raccolta firme: 4 indagati nel M5s

La procura indaga quattro persone nell'ambito dell'inchiesta su presunte irregolarità nelle modalità di raccolta delle firme per le liste circoscrizionali del Movimento 5 Stelle dei candidati alle elezioni regionali in Emilia Romagna del 2014.

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BOLOGNA. Dopo Palermo, scoppia anche a Bologna un caso M5S-firme false. La procura indaga quattro persone nell'ambito dell'inchiesta su presunte irregolarità nelle modalità di raccolta delle firme per le liste circoscrizionali del Movimento 5 Stelle dei candidati alle elezioni regionali in Emilia Romagna del 2014. Il reato ipotizzato si riferisce all'articolo 90 del Dpr 570/1960, ovvero il testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle amministrazioni comunali.

Iscritti sul registro degli indagati sono un esponente locale del Movimento 5 Stelle, un attivista e due addetti alla raccolta delle firme. L'inchiesta era nata da un esposto presentato da due ex militanti grillini del paese montano di Monzuno.

Tra i quattro indagati dalla Procura di Bologna nell'inchiesta sulla raccolta firme del M5S per le Regionali in Emilia-Romagna del 2014, c'è anche Marco Piazza, vicepresidente del Consiglio comunale. Ai quattro è contestata la violazione dell'articolo 90 comma 2 del Dpr 570 del 1960. Piazza sarebbe chiamato in causa in qualità di 'certificatore', insieme ad un suo collaboratore e ad altre due persone. Tra le contestazioni, nel fascicolo del Pm Michela Guidi che ha coordinato le indagini dei Carabinieri di Vergato, c'è quella di aver autenticato firme non apposte in loro presenza oppure in luogo diverso rispetto al requisito di territorialità, oppure in mancanza della qualità del pubblico ufficiale.

LA DIFESA: "ABBIAMO GIA' QUERELATO GLI AUTORI DELL'ESPOSTO" "Noi avevamo immediatamente querelato le persone che hanno fatto l'esposto perche' siamo molto sereni di avere agito bene ed in buona fede, quindi, la querela e' stata fatta immediatamente": lo ha detto il consigliere comunale 5 Stelle, Marco Piazza indagato dalla Procura di Bologna per presunte irregolarita' nella raccolta delle firme per i candidati consiglieri pentastellati alle elezioni regionali in Emilia Romagna del 2014. L'inchiesta inizialmente contro ignoti era nata, appunto, da un esposto presentato nell'ottobre 2014 da due ex militanti 5 Stelle di Monzuno, paese sull'Appennino Bolognese. "Se avessi avuto la coscienza sporca - ha spiegato il vicepresidente 5 Stelle del consiglio comunale di Bologna interpellato dai cronisti a Palazzo d'Accursio - o qualche dubbio sul nostro operato e su quella raccolta firme, sapendo che c'era questa indagine in corso non mi sarei candidato a queste elezioni comunali. Se sono qui - ha concluso Piazza - e' perche' ho la coscienza pulita".

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