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Modena

Ex impiegato rapina la barista armato di pistola: preso a Finale

di Francesco Dondi
I carabinieri davanti al bar rapinato: il bandito è stato arrestato
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I carabinieri davanti al bar rapinato: il bandito è stato arrestato

Incensurato, 56 anni, ha gravi problemi economici. Individuato dai carabinieri in poche ore, sarà processato, ma niente arresto

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FINALE. Sette ore: è il tempo che i carabinieri di Finale hanno impiegato per dare un’identità al rapinatore che armato di pistola ha colpito al bar “Sole e Sapori” di via Cassetti, il locale del quartiere Ovest.

L’agguato a Erika, la barista che ogni mattina apre intorno alle 6, è stato meditato da un 56enne finalese, ex impiegato, ora senza lavoro e con gravi problemi economici. Conosceva bene il bar e i suoi gestori, sapeva degli orari di apertura e chiusura e così, dopo una notte passata a meditare, ha scelto di colpire. Si è appostato nel buio, ha atteso che la barista togliesse l’allarme e aprisse il cancellino d’ingresso e poi è sbucato dal nulla. Ha inizialmente provato a non parlare nel tentativo di non farsi riconoscere, ma poi brandendo la pistola ha ceduto e ha intimato alla 32enne di dargli la borsa con i soldi.

All’interno c’era il fondocassa per la giornata, circa 900 euro, oltre che il telefono cellulare e i documenti. Arraffato il bottino, si è dileguato a piedi mentre la vittima, sotto choc, ha cercato di inseguirlo in auto prima di incrociare un avventore del bar, che ha poi avvertito i carabinieri.

Ma del rapinatore non c’era più traccia. Era già a casa dove si è cambiato per dissimulare l’eventuale riconoscimento, si è sbarbato e poi è uscito come se nulla fosse e con appena 20 euro del bottino da poter spendere.

Ma la descrizione fornita da Erika e il lavoro dei carabinieri di Finale e della Compagnia di Carpi avevano già indirizzato le indagini.

Una pattuglia lo ha quindi intercettato in paese, ed è stata autorizzata dal magistrato una perquisizione domiciliare, nel corso della quale i militari hanno trovato i vestiti utilizzati durante la rapina, il telefono cellulare e i restanti 880 euro in contanti. Messo alle strette, il 56enne non ha potuto che ammettere la propria responsabilità e poco dopo le 14 il caso è stato archiviato. L'uomo, incensurato, non è stato arrestato in quanto non trovato in flagranza di reato, ma è un dettaglio: dovrà rispondere di rapina a mano armata. Difficilmente, vista la scarsa dimestichezza con il crimine, ci riproverà.

L’arresto finalese fa il paio con un’altra operazione dell'Arma, avvenuta la settimana scorsa con l’arresto di tre ladri di trattori a San Possidonio, grazie alla collaborazione di cittadini e polizia municipale: risposte all’emergenza criminalità, ciò che chiedono i cittadini.

Ai quali i carabinieri continuano a dare un abusato quanto non applicato consiglio: in caso di persone sospette notate in situazioni anomale o timori, contattate il 112.

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