Festival della Migrazione a Modena tra diritti, libertà e futuro
Una tre giorni con relatori internazionali e approfondimenti per fare riflettere: «Vogliamo ricordare a chi alza muri che l’accoglienza è sinonimo di vita»
MODENA. Tre giorni di convegni, dibattiti, laboratori, spettacoli e mostre per entrare nel vivo del tema migrazione e approfondirlo grazie alla partecipazione di relatori internazionali e alla voce dei protagonisti e delle loro storie. Succede a Modena dove dal 25 al 27 novembre si terrà la prima edizione del Festival della migrazione, un percorso tematico che avrà al centro “Il diritto al viaggio: noi e loro”, per andare oltre ai luoghi comuni sull'immigrazione, evento promosso da Fondazione Migrantes, associazione Porta Aperta, Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore e associazione IntegriaMo, con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna e Comune di Modena, con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e di diverse aziende del territorio.
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Dall'approccio giornalistico, giuridico e politico all'ottica antropologica e sociologica, passando per l'arte come strumento di integrazione, il tema verrà trattato a 360°, senza trascurare le testimonianze dirette dei protagonisti, ovvero dei migranti tramite i loro racconti dal vivo. «Con questo festival vogliamo ricordare a chi oggi innalza muri e nega il diritto a un rifugio per chi fugge dalla fame e dalla guerra, che così facendo sta contraddicendo i diritti che fondano la nostra casa europea, che è nata per estendere la pace, le libertà anche di movimento ed i diritti - afferma il presidente di Porta Aperta Luca Barbari - L'unica alternativa praticabile alla chiusura nelle nostre paure, è un impegno generale di accoglienza e di inclusione che non discrimini tra profughi, migranti e cittadini europei in difficoltà».
Per Gian Carlo Perego, direttore generale Migrantes, si tratta di un festival per condividere, anche attraverso l'arte, il racconto dei migranti, per rafforzare strumenti, modi e luoghi per tutelare il diritto di migrare e il diritto di rimanere nella propria terra. Fare cultura per superare le paure e capire l'altro è il messaggio di questo festival, così come è stato spiegato ieri mattina durante la conferenza stampa di presentazione. «Sono temi che vanno affrontati con l'obiettivo di aprire e non chiudere, di non chiudersi culturalmente - ha esordito il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli - I migranti rappresentano anche un'opportunità di sviluppo economico e culturale e dobbiamo continuare ad accogliere con generosità entro, però, delle regole e a questo proposito, a dicembre andrò a parlare con il Governo, per capire come sviluppare condizioni di partecipazione e opportunità per e con queste persone, perché dobbiamo fare capire al mondo cosa sta succedendo in Italia e in Europa».
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La situazione dei migranti, infatti, che continuiamo a definire come un'emergenza, di fatto non lo è: parliamo di uno stato di cose destinato a protrarsi per un periodo medio lungo. Tutte le analisi e le stime, infatti, confermano che il flusso dei migranti e profughi che raggiungono l'Europa non si fermerà. L'avvocato Vincenza Rando, intervenuta per la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, ha parlato di responsabilità e corresponsabilità nel sostegno e nella diffusione di politiche per favorire percorsi di inclusione e coesione sociale, nell'ottica di una riflessione approfondita sul tema, favorita da un'iniziativa come questa. «Occorre fare cultura e cercare di comprendere, con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione», ha concluso Mariapia Cavani, portavoce della Diocesi di Modena-Nonantola.
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