L’Ad Vandelli conferma l’interesse per la Valtellina
«Qualche messaggio a Creval e Popolare Sondrio noi lo abbiamo mandato» «Abbiamo già un nucleo di azionisti intorno al 15% ma vogliamo il 20-25%»
Fra tre giorni, nella mattinata di sabato prossimo, appuntamento storico per Bper Banca che con l’assemblea dei soci straordinaria dovrà sancire il passaggio a società per azioni in conseguenza della riforma delle maggiori banche popolari italiane voluta dal governo Renzi. Sarà l’ultima assemblea con i criteri delle società cooperative. In queste giornate che hanno preceduto l’assemblea non sono mancati gli spunti di interesse riguardo Bper, tanto in relazione al futuro della società per azioni quanto per l’aggregazione cui la banca dovrà andare incontro nei prossimi mesi per raggiungere dimensioni che possano renderla competitiva sul mercato non soltanto in ambito nazionale.
L’Ad Bper Alessandro Vandelli ha dichiarato che il gruppo può già contare su un nucleo di azionisti stabili intorno al 15% del capitale. E ha poi aggiunto: «Ci piacerebbe arrivare al 20-25 per cento». I soci che per il momento hanno aderito sono famiglie vicine per lunga tradizione a questo Gruppo bancario e riunite nella associazione “Bper Valori e Valore”. A questi si aggiungono le fondazioni e Unipol, che detiene una quota del 3% ed è partner in Arca Vita insieme alla Popolare di Sondrio.
Tutte queste operazioni hanno ovviamente la finalità di garantire la banca dalle possibili incursioni di Fondi di investimento, soprattutto stranieri, per dare la scalata al controllo del Gruppo. Ma non sono solo questi gli argomenti all’ordine del giorno per tutte le maggiori Popolari italiane. A parte Banco Popolare e Bpm, che hanno già dato vita alla fusione e al terzo polo bancario nazionale, le altre sono impegnate nelle valutazioni e negli abbozzi di trattative per le aggregazioni, cui più o meno tutte sono destinate.
Bper Banca ha già avuto occasione di confermare il proprio interesse per le banche valtellinesi, il Credito Valtellinese e la Popolare di Sondrio.
L’Ad Vandelli non ha mai negato che potrebbe trattarsi di una soluzione gradita: «Alle banche della Valtellina - ha dichiarato - noi qualche messaggio lo abbiamo mandato, poi ognuno deve fare le proprie riflessioni».
Alessandro Vandelli ha invece escluso un interesse verso Unipol Banca. Non sono in ogni caso attese soluzioni a breve termine per le aggregazioni: prima di dare il via a vere e proprie trattative, il Credito Valtellinese dovrà necessariamente liberarsi del notevole fardello dei crediti in sofferenza. Da parte sua la Popolare di Sondrio per il momento ha sempre dichiarato di non essere disponibile per eventuali fusioni preferendo fare corsa a sè. Sui tempi ipotizzabili per le fusioni, Vandelli ha affermato che dovrebbero concretizzarsi «entro il 2017. Credo - ha detto l’Ad - che il prossimo anno sarà importante per tutte le prime dieci banche del Paese. Non bisogna essere ossessionati dalle fusioni, anche se per una banca le dimensioni sono importanti e lo saranno sempre di più. In astratto ci sono mille operazioni possibili ma in realtà molte di quelle realmente percorribili hanno contenuti di rischio elevati».
Un altro argomento di attualità per la banca modenese è offerto dalle voci sulla volontà del presidente Ettore Caselli di rassegnare le dimissioni dal massimo incarico. Non hanno trovato conferma le voci che ritenevano possibile l’annuncio proprio in occasione dell’assemblea di sabato prossimo: diventa ovvio che l’intenzione sarebbe di affrontare questo problema successivamente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google