Luisa Menziani, da Instagram al mondo con un libro
Luisa Menziani, insegnante al Wiligelmo di Modena, presenterà a Londra la sua opera prima “FanteCavalloeRe”
MODENA. Dal libro di carta ad Instagram, da Modena a Londra. È il viaggio, in parte percorso, in parte ancora da realizzare, di “FanteCavalloeRe” e dalla sua autrice: Luisa Menziani. Il libro d'esordio dell'insegnante modenese è «un racconto - spiega Menziani - una fiaba caratterizzata da un ritmo musicale. È un inno alla leggerezza dove l'io narrante, una voce femminile, si interroga e parla del tempo dei sentimenti, dell'amicizia e dell'amore». Cos'ha di speciale questo libro? A raccontarcelo è l'autrice stessa, che insegna italiano e latino al liceo Wiligelmo. «Dopo la pubblicazione avvenuta lo scorso anno ad aprile - anticipa - il libro prende vita propria».
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In che senso?
«Ho postato una foto della copertina su Instagram e, senza nessuna pretesa, ha iniziato a “girare” sui social. Non so se è stata la copertina, il contenuto o la formula magica presente in esso. Ma, quella foto pubblicata è stata vista da tante persone. Ed è proprio grazie a questo social network che andrò a Londra a presentare FanteCavalloeRe».
Sulla copertina, a sfondo bianco, c'è un acquerello, rappresentante una bicicletta verde. L'acquerello, come quelli che si scorgono sfogliando le pagine del libro, è di Giuliano Della Casa. La bicicletta, inoltre, ritorna tra i capitoli e anch'essa compie un percorso: si sposta all'interno della pagina. La formula magica, invece, è “UnDue Tre...”.
«Altro non è che una filastrocca un modo per trasformare i piccoli momenti quotidiani in attimi di valore. È la filosofia di fondo del libro».
E Instagram che ruolo ha?
«È stato il mezzo principale per fare conoscere il mio libro. Fa parte, questo social, della mia vita quotidiana. Così come fanno parte delle mie giornate le fotografie che scatto».
La passione per la fotografia c'è sempre stata?
«Sì, ma con lo smartphone è aumentata. Inizialmente non volevo installare questa App, ma i miei studenti hanno insistito: “Professoressa questo è il social per lei”. Eravamo in gita a Vienna».
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E della capitale dell'Austria si parla anche nel libro.
«Sì, soprattutto della capacità dei viennesi di saper vivere. Di ritagliarsi, dopo una giornata di lavoro, un momento per il loro benessere; una sorta di cioccolatino, di spazio per se stessi».
Così i suoi studenti la convincono e…
«Installo Instagram e do un nome alla pagina: “braviragazzi”. Proprio in onore dei miei alunni. Su questa pagina metto, anche tra le altre, la foto di copertina del libro. E da questo momento prende vita propria».
Arriva, infatti, ad esser conosciuto e letto in altre città, regioni e addirittura Paesi. E, intorno a “FanteCavalloeRe”, iniziano a “ruotare” molte foto.
«La prima lettrice proveniente da Instagram è stata Barbara Pintucci, di Firenze. Mentre leggeva il libro ha scattato due fotografie, dove appare anche FanteCavalloeRe. Barbara, con queste immagini, è stata premiata in due diversi concorsi fotografici».
Poi cosa succede?
«Dopo Pintucci, tanti altri hanno iniziato a scattare foto che ritraggono il libro o sue interpretazioni. C'è chi ha fotografato la bicicletta, chi, invece, i fiori, altro tema che ricorre nella storia. Ci sono persone che l'hanno ordinato dalla Spagna, altre dall'America. E tutti questi lettori mi mandano delle foto inerenti, che ho iniziato a raccogliere all'indirizzo Instagram “_fantecavalloere_”».
Prossima tappa sabato pomeriggio a Londra. Com'è stato possibile?
«Tra le mie lettrici c'è anche Rosaria Maccari di Roma, la cui figlia, Kiara Longo, lavora allo “Straight&Narrow”, un locale londinese. Parlando, sempre attraverso i social, è nata l'idea. Mi hanno invitato ad andare a presentare il libro nella città inglese e io ho accettato. È come se ci fosse un filo, un legame magico che mette in moto la positività».
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