Passò col verde ma è ugualmente colpevole
L’anziano morto per incidente attraversò contromano col rosso, ma l’altro deve patteggiare sei mesi
L’anziano deceduto per l’incidente era passato col rosso sulla corsia preferenziale in un punto interdetto a tutti tranne i mezzi autorizzati. Ma alla fine ha preso sei mesi di carcere per omicidio colposo chi si scontrò, un giovane che passava col verde, anche se ai 61 km all’ora anzichè ai 50. È la pena fissata ieri per il patteggiamento di un 26enne residente a Modena che ha riconosciuto, per chiudere la vicenda giudiziaria, di essere responsabile del decesso della controparte, un modenese 87enne.
Si è concluso così ieri mattina davanti al giudice il caso dell’incidente mortale accaduto all’inizio del giungo 2015 in Largo Garibaldi. Un caso complesso perché da subito si era capito che si trattava di una situazione che non poteva accadere, se entrambi i mezzi coinvolti avessero rispettato il codice della strada e soprattutto le prescrizioni, i divieti e i semafori. Per l’urto è poi deceduto dopo qualche giorno di ricovero l’87enne modenese che guidava una Fiat 500.
Stando alla prima ricostruzione della dinamica, il muso della Mercedes ha urtato la Fiat 500 colpendola su una fiancata mentre proseguiva in traiettoria rettilinea da viale Reiter a viale Fabrizi. Dalle indagini della municipale e della Procura, è emerso che l’anziano guidava dal Ponte della Pradella verso il centro storico andando in zona interdetta sulla corsia preferenziale dei bus e, “quasi certamente”, è anche passato col rosso all’incrocio con viale Reiter. Era proprio l’incrocio che stava attraversando il 26enne su una Mercedes. Ma il 26enne passava col verde. Purtroppo per lui, però, è risultato dalle telecamere che è passato ai 61 km all’ora, quindi 11 km in più del limite previsto. Un’infrazione al codice della strada.
È sufficiente per determinare una colpa penale addirittura per omicidio colposo (anche se con il vecchio reato)? Sì. Perché nel processo penale non si tiene conto del grado di responsabilità del singolo nel sinistro e nel causare i danni, come avviene nella ricostruzione civilistica. Basta anche un minimo concorso di colpa e si è ritenuti ugualmente responsabili della morte di qualcuno contro il quale ci si è scontrati. Per questo il giovane ha patteggiato sei mesi. Il giudice ha anche sentenziato la sospensione della patente per un mese proprio per la violazione del limite di velocità.
(c.g.)
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