Sassuolo, telecamere proibite al bar Stangato il “Manhattan”
Il titolare filmava anche l’area del personale e aveva un addetto in nero: multe Pochi giorni fa aveva chiesto aiuto delle istituzioni contro i balordi e il degrado
SASSUOLO. Cinquemila euro di multa per il 61enne titolare del Bar Manhattan di via Stazione, che sorge di fronte alla stazione dei bus e dei treni per Modena.
La salatissima multa l’hanno inflitta i carabinieri di Sassuolo, in seguito alle indagini e ai controlli in corso sui locali pubblici di Sassuolo e del distretto, effettuati insieme ai militari del “Nucleo Ispettorato del Lavoro” di Modena.
I carabinieri hanno scoperto infatti telecamere installate in violazione dello Statuto dei lavoratori. Le telecamere, oltre a riprendere il locale per fini di sicurezza, erano infatti posizionate anche in luoghi riservati ai dipendenti. Così, questa è la motivazione, il titolare poteva effettuare un controllo a distanza dei suoi sottoposti: azione vietata dallo Statuto dei lavoratori, che appunto prevede una sanzione in caso di violazione.
A seguito dei controlli, i militari hanno anche scoperto che in passato Roberto Castelli, il titolare del bar aveva impiegato nel suo bar un lavoratore in nero e tre con contratti scaduti. Così è scattata un'ulteriore sanzione amministrativa.
Il bar Manhattan era da giorni al centro dell’attenzione della città in quanto il Castelli, esasperato dal degrado della zona, aveva più volte chiesto pubblicamente aiuto alla politica e alle stesse forze dell'ordine. A sostenerlo nelle sue battaglie era intervenuto anche il fioranese Mauro Merlino (noto per la sua battaglia legale, poi vinta, contro Equitalia). Insieme avevano chiesto maggiori controlli e un intervento dell'amministrazione per ridare vita al quartiere, da tempo assediato da malintenzionati e pregiudicati.
«Purtroppo la zona è mal frequentata – spiegava Castelli – e queste cattive frequentazioni portano i clienti normali ad allontanarsi, svuotando i locali pubblici e condannandoli a morte. Le forze dell'ordine vengono a fare controlli, e sono loro grato, ma quello che ci serve è anche un aiuto morale e materiale per resistere e allontanare certi frequentatori. Se arriva la polizia e nel bar c'è un pregiudicato io rischio, ma non sono un poliziotto, non posso mettermi a chiedere la fedina penale a chi entra». Castelli in occasione delle proteste contro il degrado aveva anche spiegato di essere stato costretto a dotarsi di telecamere per difendesi dai balordi.Ora quelle telecamere si traducono in un boomerang e gli costano la pesante sanzione.
«Io voglio resistere – spiegava alcune settimane fa – nonostante sia sempre più difficile. I clienti sono pochi e i costi tanti. Ad oggi sono ancora qui solo grazie alla comprensione del proprietario del locale che, condividendo la mia battaglia, sta ancora aspettando di ricevere alcune mensilità dell'affitto». Ma oggi il quadro della situazione cambia.
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