Settis a Modena invita a dire No «Riforma confusa e meno democrazia»
A Palazzo dei Musei sala gremita per l’incontro con l’autore del libro “Costituzione!”. «E il risparmio promesso non c’è»
MODENA. L’archeologo calabrese Salvatore Settis ha illustrato, ieri pomeriggio a Modena, le ragioni del “No” al referendum costituzionale del 4 dicembre.
In tanti hanno partecipato all'incontro: la sala dell'ex Oratorio, al Palazzo dei Musei, era gremita, con i posti a sedere insufficienti ad accogliere tutti. Era anche stato allestito uno schermo, all'esterno della sala, per seguire il dibattito.
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Il punto di partenza è stato il libro di Settis intitolato “Costituzione! Perché attuarla è meglio che cambiarla”. Dunque, la Costituzione si può cambiare o no? «Si può cambiare - ha esordito Settis - c'è l'articolo 138 della Costituzione che lo permette. Tuttavia, il cambiamento non significa necessariamente che sia un bene. In settant'anni sono stati modificati 43 articoli. Ora se ne vogliono cambiare 47 in una sola notte».
Altro tema affrontato è stato quello riguardante il bicameralismo paritario, che verrebbe cancellato con la modifica della composizione e delle funzioni del Senato. «Con la riforma costituzionale - ha sottolinea - ritengo che si passi dal bicameralismo perfetto al bicameralismo confuso. Il Parlamento italiano funziona e non sono io a dirlo, ma il “Financial Times”. In Italia non è che non si facciano leggi, anzi. Forse andrebbero fatte meglio. Inoltre, il risparmio di cui parlano con l'eliminazione delle Province e la riduzione dei senatori, non è effettivo. Questo si legge in una lettera del Ragioniere dello Stato. Con questa abolizione, gli unici ad essere aboliti saranno i cittadini».
Parlare di deriva autoritaria non è un eccesso? «Sono stati fatti paragoni impropri con il fascismo - ha risposto il docente di archeologia - Ma il fatto che non si voterà più per il Senato è un esempio della riduzione di democrazia a cui si va incontro».
Le occasioni di confronto sul referendum sono state tante, eppure l'interesse, come si è visto ieri, è ancora molto alto. Perché partecipare?
«La vita della democrazia - ha spiegato Maria Laura Cattinari, pensionata - si basa sul confronto di opinioni. Pur essendo già orientata sul voto, sono venuta ad ascoltare il dibattito per approfondire la conoscenza sul tema. D'altronde, votare per cambiare la Costituzione non è cosa da poco. Ho già partecipato ad altri incontri pubblici e seguirò anche i prossimi».
Non tutti però sono già orientati in una direzione precisa: «Sono qui per chiarirmi le idee - ha detto Francesco, giovane modenese - e successivamente andrò a sentire anche le ragioni del Sì. Infine, deciderò». Perché se da una parte della città Settis illustrava le motivazioni del “No” al referendum, dall’altra si stavano ultimando i preparativi per l'arrivo del presidente del Consiglio Matteo Renzi, in “tour” per sostenere le ragioni del Sì.
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