«Sono rovinato, costringono a chiudere»
«Sono disperato, sono rovinato, non so più cosa fare, dovrò chiudere il bar e non basterà il resto della mia vita a rimettersi a posto...». Roberto Castelli è incredulo, soprattutto sconvolto. Per...
«Sono disperato, sono rovinato, non so più cosa fare, dovrò chiudere il bar e non basterà il resto della mia vita a rimettersi a posto...».
Roberto Castelli è incredulo, soprattutto sconvolto. Per lui sono giorni durissimi. «Mi sono ritrovato a 61 anni senza un lavoro, a causa della legge Fornero non potevo andare neppure in pensione. A Sassuolo ho gestito negozi di abbigliamento, ma con la crisi che c’è ho dovuto chiudere prima che fosse tardi. So fare il commerciante, non altro, così mi sono ritrovato senza un soldo, e con la necessità di ripartire. Ho creduto che questo bar potesse essere la soluzione. Ci ho messo tutti i miei risparmi, ho chiesto dei favori, ho fatto dei debiti e mi sono messo in gioco, ma non potevo immaginare che in nove mesi avrei accumulato trentamila euro di debiti. Perchè questa avventura del bar si è rivelata un problema dietro l’altro. Pensavo di liberarmi di quei balordi che infestanio la zona, quando ho chiesto pubblicamente aiuto, e di ripartire con una clientela fiduciosa. È finitainvece che i controlli vengono fatti nel locale, non all’esterno. Ed evidentemente alla gente non piace pensare che in un bar dove vai a prendere un caffè ti possano spesso chiedere i documenti. Così i clienti si sono rarefatti, e oggi più di ieri mi ritrovo in difficoltà».
Sulla multa dei carabinieri replica così: «Forse ho sbagliato a chiedere controlli in zona, forse ho sbagliato con quelle telecamere, ma non era certo mia intenzione spiare i collaboratori. Delle telecamere avevo pubblicamente parlato, spiegando quale scopo dovessero avere per me...».
«Il risultato è che ad oggi non so più cosa fare, certamente non ce la posso fare senza aiuti, ma non ha senso restare qui a peggiorare la muia situazione. Il Comune tra l’altro mi ha inviato una tassa rifiuti da 3.200 euro. Qui non ci sono certo clienti per produrre rifiuti paragonabili a quella cifra. Anche questa l’ho vissuta come una difficoltà in più, demotivante. Non posso pensare di non riuscire a pagare i debiti col proprietario dell’mmobile, con le persone che mi hanno aiutato, e per di più passare per violatore di leggi. Sì, sono disperato». Nella foto l’interno del Bar Manhattan.
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