Gazzetta di Modena

Modena

Truffa alla Provincia: condannato Sighinolfi

di Carlo Gregori
Truffa alla Provincia: condannato Sighinolfi

Un anno e quattro mesi di carcere all’ex vicepresidente del consiglio dell’ente e totale restituzione dei 17mila euro presi per viaggi tra Cremona e Modena

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MODENA. Un anno e quattro mesi di pena. Restituzione di tutto il denaro preso indebitamente alla Provincia. Provvisionale immediata alla Provincia di 20mila euro. Questa la sentenza di condanna pronunciata ieri del giudice Manuela Cortelloni per Mauro Sighinolfi, ex esponente del Pdl e soprattutto ex vicepresidente del consiglio della Provincia di Modena. Era imputato di truffa per indebita percezione di erogazioni di contributi dello Stato e di enti pubblici (in questo caso del vecchio ente Provincia, costituitasi parte civile ed assistita dall’avvocato Giulio Garuti). La condanna ricalca pienamente le richieste della Procura.

Si conclude così una vicenda risalente al periodo tra il 2009 e il 2013, preso in esame nel corso degli accertamenti della guardia di finanza.

Sono i quattro anni in cui il consigliere e ex vicepresidente consiliare aveva chiesto e ottenuto rimborsi chilometrici con mezzo proprio per un totale di circa 17mila euro.

L’ex politico di centrodestra (da sempre all’opposizione in consiglio provinciale), oggi 67enne, si era fatto rimborsare un tragitto anomalo per ogni seduta di tutto il periodo preso in esame contabile dagli investigatori: chiedeva il rimborso per il trasporto con la sua auto da Torre De’ Picenardi, paese della provincia cremonese, fino a viale Martiri di Modena, sede della Provincia. Ogni volta, 220 chilometri tra andata e ritorno. Questo perché Sighinolfi aveva dichiarato di abitare in quel Comune della bassa lombarda. Gli accertamenti svolti hanno invece chiarito che abitava a Modena e che, stando alle celle telefoniche controllate nelle ore in cui doveva spostarsi per tornare a quella lontana dimora, non risultava diretto lassù.

Di qui l’ipotesi della truffa per ottenere soldi pubblici.

Sighinolfi si è sempre difeso a spada tratta e anche il suo difensore, l’avvocato Luca Brezigar, ha prodotto in tribunale elementi documentali che avrebbero dovuto provare che il politico era stato effettivamente a Cremona (si trattava di ricevute) e che quindi era effettivamente presente in quella zona di residenza. Nessuna truffa, dunque, secondo la difesa che aveva chiesto l’assoluzione. È probabile che, lette le motivazioni, Sighinolfi impugni la sentenza e ricorra in appello a Bologna. E sempre a Bologna Sighinolfi rientra per ora senza accuse anche nell’indagine dei rimborsi in Regione: risulta tra i collaboratori assunti da Enrico Aimi in veste di vicepresidente dell’Assemblea regionale e sui cui incarichi e compensi sono in corso indagini.

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