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Alleanza ateneo-imprese per l’innovazione

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Accordo con la Fondazione Golinelli, saranno selezionati 40 giovani per ricerche d’avanguardia

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Nell’università ci sono i cervelli, le energie fresche di giovani ricercatori, i laboratori, le biblieteche, i docenti con l’esperienza. Fuori c’è il mondo dell’economia che corre sempre più velocemente e dove un prodotto in tre anni invecchia e va fuori mercato. È possibile far dialogare questi mondi per trovare soluzioni innovative?

È questa la scommessa a cui cercano di dare una risposta l’ateneo modenese e la Fondazione Golinelli che hanno siglato un protocollo d’intesa per favorire un interscambio rapido tra aziende e giovani universitari, potendo contare su strumenti burocratici ridotti al minimo ma con una velocità di realizzazione dei progetti inusuale per quello che riguarda il mondo degli atenei italiani. Un’esperienza in questo senso già avviata e fiorente a Mirandola con le aziende del biomedicale ma che con l’ultima iniziativa dovrebbe avere un’accelerazione per tutta la provincia.

Per l’occasione è venuto a Modena Marino Golinelli, che dall’alto dei suoi 96 anni e della gigantesca esperienza in campo farmaceutico, ha fondato e finanziato l’organismo che porta il suo nome, forse la maggiore realtà italiana che ripercorre in Italia l’esperienza delle grandi fondazioni scientifiche americane. Nato a a S.Felice sul Panaro nel 1920, Golinella fonda nel 1948 a Bologna una piccola azienda che negli anni è diventata un gruppo con 2.800 dipendenti che oggi, dopo aver rilevato la Wasserman e la Sigma Tau italiana, è diventato il colosso Alfasigma con 900 milioni di fatturato.

Il “grande vecchio” dell’industria farmaceutica non si è però dimenticato delle radici. Dopo aver messo in campo 51 milioni per la fondazione ha accolto di buon grado l’invito di Modena. «Credo nella responsabilità sociale delle aziende - ha detto - Ma soprattutto sono convinto che se vogliamo immaginare un futuro, oggi così imprevedibile, per i giovani nel futuro prossimo dobbiamo pensare a un mondo sostenibile dal punto di vista dell’ambiente. Finora il mondo scientifico e quello umanistico in Italia hanno mantenuto una distanza che oggi non può esistere. Sono partito dalla mia esperienza personale e ho capito che etica, valori e innovazione sono unite a quella creatività che dobbiamo raccogliere e accogliere con forza».

Soddisfatti pure il rettore Andrisano, che ha ricordato le tante esperienze di collaborazione tra l’ateneo modenese e le aziende, e il direttore della Fondazione, Andrea Zanotti.

Con la loro firma sul documento entro tre mesi saranno selezionati 40 giovani universitari (20 a Modena e 20 a Reggio) per interagire con un centro formato da imprenditori, accademici e specialisti immaginando soluzioni per i problemi e gli obbiettivi delle aziende. (s.c.)

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