Carpi. Blumarine, cassa integrazione per 120
Gli operai a rotazione non lavoreranno per alcune ore la settimana. Una scelta per riorganizzare e rilanciare l’azienda
CARPI. Cassa integrazione straordinaria per i 120 dipendenti di Blumarine. Il provvedimento prevede che i lavoratori, a rotazione, restino a casa per alcune ore a settimana fino a ottobre 2017. L’accordo è stato trovato recentemente con i sindacati i quali hanno apprezzato la volontà dell’azienda di non penalizzare troppo i dipendenti e nel contempo cercare di trovare il modo di rilanciare il marchio fondato da Anna Molinari e il suo defunto marito Paolo Tarabini.
«Riteniamo - spiegano alla Cgil dove hanno seguito da vicino il caso - che Blumarine abbia tutte le potenzialità per tornare alla piena produzione e quindi al pieno impiego del personale. I titolari stanno investendo molto nell’ufficio stile per innovare e di conseguenza rilanciare la produzione». I dipendenti, dal canto loro, hanno accettato di buon grado la cassa integrazione nella speranza che serva all’azienda per tornare in auge. Con i sindacati dunque l’appuntamento è per ottobre 2017. In quella data si farà il punto della situazione sperando che l’impresa abbia ritrovato il modo di “correre”, nella difficile competizione del settore alta moda e marchi che interpretano nel mondo lo stile nazionale.
Il monte ore che non sarà lavorato ai dipendenti verrà pagato per circa il 60% dall’Inps. Ovviamente ai lavoratori continueranno a maturare i contributi oltre ai giorni di ferie. Una soluzione, insomma, che nell’azienda di Anna Molinari ha messo tutti d’accordo.
Tutti in città, si augurano che l’azienda, oggi guidata da Anna Molinari e da suo figlio Gianguido, possa superare questo momento. Si tratta infatti di un “brand” che da decenni è alla ribalta della moda nazionale e internazionele e che dà lustro anche alla città di Carpi. Il marchio Blumarine è stato fondato nel 1977 e nel 1980 il marchio compare sulle passerelle milanesi. La prima boutique Blumarine fu aperta in via della Spiga, a Milano nel 1990 e attualmente il marchio è venduto in centinaia di boutique, delle quali una cinquantina sono monomarca. Nel 1995 Blumarine è affiancata dal brand Anna Molinari, linea di ricerca disegnata dalla figlia Rossella Tarabini e dalla linea Blugirl, prèt-à-porter giovane.
Nel 2015 la famiglia decise di utilizzare il grande immobile di viale Manzoni collegato alla sede dell’azienda, in via Galileo Ferraris, per lanciare un maxi negozio del lusso. Si ricorderà che il presidente del Consiglio Renzi, in occasione di un suo passaggio a Carpi nel settembre del 2015, visitò l’azienda di moda assieme alla stilista Anna Molinari e al sindaco Alberto Bellelli.
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