«Centro, bus in ritardo per parcheggi ed errori»
Percorso in zona Accademia: i sindacati (meno la Cisl) d’accordo con le critiche: «Spazi ridotti dalle auto, non si passa. Orari tagliati, ignorate le nostre denunce»
Il “turno degli insulti”, come cominciano a chiamarlo gli autisti a cui tocca guidare i bus che passano dalle parti dell’Accademia, non finisce con le ore di punta. I bus paralizzati in corso Cavour o quelli bloccati in via Tre Febbraio sono due facce della stessa medaglia. «Disorganizzazione e scarso coordinamento con il Comune» riassumono i sindacati.
Ieri la denuncia pubblica, un vero “cahiers de doleances” in cui Faisa Cisal, Ugl, Cgil e Uil hanno denunciato guai arrivati oltre il livello di guardia. Per l’occasione la Cisl si è sfilata ma la compattezza delle sigle è almeno pari a quella degli autisti che ogni giorno finiscono sotto il fuoco incrociato di viaggiatori imbufaliti.
«Gli utenti hanno ragione - dicono in coro - ma noi abbiamo legate perchè le scelte fatte da Amiu assieme a Seta non tengono in alcun conto la realtà del traffico di ogni giorno. E alle nostre richieste non danno nessuna risposta».
Le cause dei guai sono sotto gli occhi di tutti. In corso Cavour, nella parte restituita al doppio senso, il parcheggio a pagamento che è stato sistemato al posto della ex ciclabile ha rimpicciolito la carreggiata da 7,20 metri a 5,05. Le vetture in sosta, anche se sistemate al millimetro, sono una muraglia di lamiere dove i due autobus non riescono a passare contemporaneamente.
«Ce la giochiamo al millimetro - spiega Carmine Bovienzo della Uil Trasporti - Ma basta un’auto messa sulla riga blu, anche in regola, e noi restiamo incastrati». Risultato? Richiesta di soccorso alla sala operativa che deve deviare i mezzi in arrivo su altre strade e viaggiatori in attesa senza sapere il perchè. «A volte - continua Pino Scarpitta dell’Ugl - ci tocca chiamare i vigili urbani ma i guai vengono proprio dai posti auto ridisegnati sino all’ultimo centimentro utile. Così, ad esempio, per voltare da corso Cavour in via Tre Febbraio, i mezzi più lunghi da 18 metri finiscono bloccati. E anche con quelli da 12 metri ogni volta è un’avventura: al Comune costa molto eliminare una piazzola per farci lavorare?»
Il capitolo ritardi, su tutte le linee, ha però anche un’altra causa. «A dispetto dell’impostazione del cosiddetto Piano Traffico di Hussler del 1995 - spiega Alfonso De Gregorio della Cgil - gli autobus non passano più ogni dieci minuti ma nel pomeriggio ogni 15, 20. dal 2012 la politica dei risparmi selvaggi ha portato i chilometri percorsi da 13,5 a 12,3. Sulle linee sono stati anche accorciati i tempi ma siccome il traffico è sempre più compresso anche noi aumentiamo con i ritardi, anche perchè i tempi di imbarco e sbarco raddoppiano: gli utenti infatti sono sempre gli stessi e con mezzi dimezzati ne salgono il doppio a ogni fermata. Gli intervalli ai capolinea, anche solo di tre minuti, vengono azzerati ma siamo sempre in ritardo».
«Le cadenze dei semafori ridotte - conclude il leader storico della Faisa Cisal, Giuseppe Rendace - e le scelte dell’Agenzia della Mobilità finiscono per creare degli ingorghi che sembrano pianificati a tavolino. Di sicuro c’è un fatto: chi ha creato questi problemi non ne risponde. Perchè?»
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