Falsi licenziamenti, truffa milionaria
Castelvetro. La Finanza sventa il raggiro all’Inps di due aziende edili per garantire i soldi della disoccupazione a 110 persone
CASTELVETRO. Due imprenditori edili denunciati, altre 110 persone finite nei guai e ora accusate di truffa ai danni dello Stato e falso in atto pubblico, ma soprattutto un milione di euro fatto risparmiare alle casse dell’Inps e 180mila euro che si cercherà di recuperare con atti di confisca ad hoc. È un quadro inquietante quello delineato dalla Guardia di Finanza della Tenenza di Vignola, che ha scoperchiato un giro vastissimo, che abbraccia, oltre a Vignola e Mirandola, anche le province di Ravenna, Perugia, Caserta, Napoli, Aversa e Villa Literno. L’inchiesta riunisce due precedenti indagini seguite dai pubblici ministeri geminiani Katia Marino ed Enrico Stefani. Il meccanismo era piuttosto semplice e prevedeva l’assunzione fittizia e il successivo licenziamento dei dipendenti, da parte delle due imprese edili - un’individuale ed una srl seppur unipersonale - da tempo inattive. I 110 denunciati venivano di fatto regolarizzati dai due rappresentanti legali delle aziende, ma in realtà non lavoravano. Anzi, poco dopo si procedeva al licenziamento, condizione indispensabile affinché i truffatori potessero avviare la richiesta di indennità di disoccupazione, che si aggirava tra i 400 ed i mille euro a testa. Nel giro non sono stati coinvolti professionisti visto che da tempo le procedure possono essere effettuate anche dall’utente stesso, ma le ispezioni della Guardia di Finanza hanno coinvolto anche diversi patronati, che avevano istruito le pratiche senza essere ufficialmente a conoscenza del retroterra illegale nelle quali affondavano.
Le indagini sono partite da un’ispezione in un’azienda da parte di Finanza, Ispettorato del Lavoro e Inps, che ha poi partecipato “fattivamente” al resto dell’inchiesta. Nell’occasione vennero trovati 20 lavoratori irregolari e da quel momento sono scattati i primi accertamenti. Tutto di “intelligence”, invece, è il secondo filone guidato dalle Fiamme Gialle di Vignola, che ha scoperchiato la truffa dei restanti 90 falsi assunti. Appurato che la modalità operativa era la medesima e gli autori materiali non solo si trovavano nello stesso paese - a Castelvetro - ma sono originari della Campania, tanto da sospettare un collegamento diretto, gli investigatori hanno scelto di accorpare le verifiche che hanno così evitato all’Inps di dover versare oltre un milione di euro non dovuto ai disoccupati fasulli.
Francesco Dondi
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