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Renzi, summit con Bonaccini per gli sforzi della Regione

Renzi, summit con Bonaccini per gli sforzi della Regione

Il giorno dopo il Renzi-show al Bper Forum Monzani resta certamente un dato: se il tutto esaurito era scontato - il Pd non poteva permettersi di avere anche solo una sedia vuota - diverso è stato il...

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Il giorno dopo il Renzi-show al Bper Forum Monzani resta certamente un dato: se il tutto esaurito era scontato - il Pd non poteva permettersi di avere anche solo una sedia vuota - diverso è stato il risultato dello screening effettuato tra il pubblico dagli stessi fedelissimi del Pd. Ieri mattina nei corridoi c’era un po’ più di ottimismo rispetto alla vigilia: c’era tanta gente, ma c’era soprattutto gente diversa dal solito. Quelle che in metafora si chiamano “truppe cammellate”, martedì sera non sono servite. C’erano facce nuove, c’erano persone che per la prima volta venivano ad un dibattito politico, persone che per la prima volta si affacciavano nella platea del Pd, persone non iscritte al Pd. Poi, da qui a dire che tutte le persone presenti fossero lì perché convintamente schierate per il Sì, beh questa è tutta un’altra storia. E il Pd questo lo sa, tanto che per gli ultimi dieci giorni di campagna elettorale - perché di campagna di sopravvivenza in piena regola si tratta - si intensificheranno ulteriormente dibattiti, appuntamenti, “chiamate alle armi” in una sorta di storico porta a porta, come ha ricordato lo stesso Renzi martedì sera.

Finita la serata al Monzani, il segretario-premier si è ritirato con Stefano Bonaccini alla Baia del Re, per parlare anche di Referendum dal momento che il premier sull’Emilia Romagna conta molto, in termini di affluenza e, di conseguenza, anche di risultato.

L’obiettivo è di stare in Emilia Romagna attorno al 60 per cento, una dato difficile ma non impossibile, soprattutto se ora i sondaggi danno il Sì al 55 per cento. Crescere ancora, con un’affluenza alta, significherebbe tamponare le regioni dove invece la corsa sarà al limite dell’impossibile. Ecco perché a Bonaccini e compagni è chiesto uno sforzo ulteriore. Martedì sera il presidente della Regione aveva accanto Matteo Richetti: sono tornati per l’occasione uno di fianco all’altro, sorridenti e propositivi. Durerà? Nemmeno Renzi lo sa. Quello che è successo fino ad oggi è che Sì sta comunque giocando un ruolo trasversale, dentro e fuori dal partito. In platea, tra gli altri, Muzzarelli, Pini, Costi, Ghizzoni, Bortolamasi, Boschini, Baracchi, Tomei, Bellelli, Borghi, Silvestri, Sabattini (Emilio), Rimini, Braglia, Bonaccini, Richetti, Ferrari, Gazzotti, Forghieri, Liotti, Di Padova, Parenti (Elisa), Campedelli, Molinari, Ferioli.

Tra gli imprenditori Emanuele Orsini, prossimo alla presidenza di Federlegno, Borelli e Mussini di Confindustria Ceramica, Gianni Gibellini, sportivi come Andrea Sartoretti, medici come Sgura, Tripi e Savino, Stefano Reggiani dell’Hesperia. Ma Renzi, come detto, sa che non sono ancora sufficienti.

Davide Berti

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