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«Sant’Agostino? Ora la parola al Consiglio»

«Sant’Agostino? Ora la parola al Consiglio»

Dopo gli scontri con Muzzarelli, il presidente Cavicchioli spiega il percorso. Torri sempre più a rischio

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Punto focale della programmazione del prossimo triennio è certamente il Sant’Agostino, progetto faraonico per la città, destinato a cambiarle volto una volta per tutte. La Fondazione, che è nel ruolo di committente, ha già accantonato quasi 35 milioni di euro per il cantiere ma la spesa sarà ben più alta. Ma ieri il problema non erano i soldi, piuttosto le scelte strategiche su questo progetto. Come sarà il progetto esecutivo: «Questo non dovete chiederlo a me - ha detto il presidente Paolo Cavicchioli - ma finalmente possiamo dire che ora il Consiglio Comunale è in grado di decidere».

Sui litigi con Muzzarelli che nelle ultime settimane avrebbero inasprito il rapporto tra i due - poi chiarito - il presidente Cavicchioli glissa sorridendo e puntualizza: «Non abbiamo litigato, c’è stato un confronto diretto, schietto e concreto. E chiarisco subito che il soggetto Fondazione non intende minimamente prevaricare le scelte dell’ente pubblico, che con l’avvio della conferenza dei servizi avrà tutto il tempo e lo strumento adeguato per scegliere. Quindi non chiedete a me del progetto». No, certo, ma è chiaro che il committente un peso lo ha, lo ha avuto e continuerà ad averlo. E quelle torri della discordia sono sempre più appese ad un filo, li si troverà il punto di caduta. E per le torri ci sarà, con tutta probabilità, sempre meno spazio: «Il problema non sono le torri, il discorso è ben più ampio e riguarda tutto il polo dell’immagine, mettendo a sistema anche l’ex ospedale Estense in una operazione davvero virtuosa».

I tempi dovrebbero insomma essere maturi: in sette, al massimo otto mesi la conferenza dei servizi dovrebbe svolgere il suo lavoro abituale e arrivare con un progetto esecutivo: «È una convergenza chiaramente sul lungo periodo con l’obiettivo di garantire la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio librario antico e raro, favorendone al contempo la piena fruizione non solo da parte degli esperti e studiosi del settore, ma anche da un pubblico vasto, in una visione più ampia del bene culturale che sia in grado di comprendere anche l’intero patrimonio artistico delle Gallerie Estensi. L’innovazione e la sostenibilità futura sono tra i principi fondanti di questo progetto che integra più funzioni nel rispetto di tutte le competenze».

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