Blumarine rilancia la sfida: «Cassa per riorganizzarci»
La casa di moda: «Gli addetti coinvolti saranno meno dei 120 preventivati» Cisl: «Azienda solida che deve riprendersi». Morelli: «Sono preoccupato»
Fino a ottobre alcuni dipendenti di Blumarine, a rotazione, resteranno a casa per alcune ore a settimana in cassa integrazione straordinaria. L’accordo è stato trovato con i sindacati, che hanno apprezzato la volontà dell’azienda di non penalizzare troppo i lavoratori e di cercare di rilanciare il noto marchio locale. All’indomani della notizia della Gazzetta, una nota aziendale fa sapere che “l’intervento della Cassa Integrazione Guadagni - strumento largamente utilizzato da numerosissime aziende del comparto tessile-abbigliamento, oggi particolarmente esposto al negativo andamento dei mercati - è stato individuato come lo strumento tecnicamente più idoneo per permettere il corretto completamento dei processi interni di riallocazione e riassetto del personale dipendente, minimizzando i disagi per gli stessi lavoratori. L’intervento di sospensione - pur riguardando potenzialmente 120 dipendenti - sarà in realtà contenuto a un numero di addetti largamente inferiore, nella logica delle mutevoli esigenze legate al processo produttivo. La misura adottata dall’azienda ha trovato piena condivisione da parte delle organizzazioni sindacali in considerazione della bontà del disegno di rilancio dei marchi Blumarine e Blugirl».
Una situazione che non mette in ambasce solo il marchio carpigiano. «Anche altre aziende top - dichiarano alla Cisl - risentono di questa situazione di crisi: in generale e non solo Blufin parlano di un calo, a volte persino di una sparizione di clienti, ad esempio del mercato russo o arabo, che si sono ridotti per questioni di macro economia, di svalutazione della moneta, calo del costo del petrolio. Riguardo Blufin, non sappiamo per quale motivo il mercato stia rispondendo in maniera diversa con l’azienda».
Una precisazione sui dipendenti. «Non è corretto dire che i lavoratori hanno accettato di buon grado la cassa integrazione - continuano in Cisl - Piuttosto, sono consapevoli di una situazione di difficoltà, che hanno accettato con consapevolezza. Cassa integrazione vuol dire vedere ridotto il proprio stipendio: in questo caso avrà un impatto abbastanza limitato, non c’è nessuno a zero ore, tuttavia si tratta pur sempre di una riduzione. Blufin ha tutti gli elementi per un rilancio. È importante però che la ripresa sia costruita all’interno dell’azienda, non decentrando le attività, puntando alla fascia alta del mercato curando la qualità del prodotto e l’innovazione nello stile».
Anche l’assessore all'Economia Simone Morelli è speranzoso. «Sono notizie che creano preoccupazione, specie quando riguardano aziende consolidate - afferma - Blufin ha dovuto prendere decisioni non semplici, ma so che rispetteranno la tutela del lavoro e del prodotto. Il mio è un ringraziamento, dal momento che so che tuteleranno chi ha bisogno. La chiusura dei mercati esteri comporta a questa, come a tante altre aziende del tessile, diverse problematiche».
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