Il marziano
di CRISTIANA MINELLI La settimana dopo l'Election Day, in città, la conversazione, totalmente dimentica del referendum del 4 dicembre, è tutta a stelle e strisce. Donald Trump è il 45esimo presidente...
La settimana dopo l'Election Day, in città, la conversazione, totalmente dimentica del referendum del 4 dicembre, è tutta a stelle e strisce. Donald Trump è il 45esimo presidente degli Stati Uniti d'America e il suo popolo stringe come uno scalpo la bambola di Hillary in vendita a 24 dollari con risata (satanica) incorporata.
Non tutti, però, hanno voglia di ridere. In tanti gridano pubblicamente “Not My President”.
Non era mai successo.
Hillary non ha più ritrovato la maisonette cara alla memoria di un potere mai del tutto perso di vista, un luogo dove otto anni di permanenza, secondo lei, dovevano pure aver lasciato il segno.
L'outsider le ha sbarrato la strada giusto a un passo dal 1600 di Pennsylvania Avenue, ha sparigliato le carte chiudendo la partita come uno che non molla mai e a lei non è restato che guardare il piatto scivolare dalla parte del vincitore.
Il nuovo comandante in capo ha vinto nonostante se stesso. “Potrei sparare a qualcuno e non perderei voti” ha detto. E la storia gli ha quasi dato ragione.
Se i veri problemi sono quelli che tolgono il sonno lui e Melania possono stare tranquilli: il guardaroba della White House il 20 gennaio prossimo sarà sgombro. Per coordinare il trasloco degli Obama è stato mobilitato l'esercito, coordinato dai vertici della sicurezza della Casa Bianca che gestiranno, da qui al prossimo mese di febbraio, carico, scarico e percorrenza di ben 53 autotreni diretti a Chicago.
Quando dovrà incontrare i grandi della terra e decidere insieme a loro i destini del mondo saprà sempre dove trovare la cravatta.
Ha trattato le donne con disprezzo, gli immigrati come feccia, gli afroamericani come negri ma è riuscito ad ottenere il loro voto. In breve è il primo (e unico) unico uomo sbarcato su Marte senza bisogno di tuta e navicella spaziale. Che queste elezioni americane somigliano molto all'impresa marziana. Cioè sono costate praticamente come il desiderio di conquista del pianeta rosso con la medesima promessa di sconfinati orizzonti. E la loro conclusione somiglia tanto a un incontro del Terzo Tipo.
Donald Trump ha vinto, contro ogni previsione, anche personale.
I veri marziani, in questo caso, sono stati i suoi elettori.
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