Il presidente dell'Agenzia Mobilità: «I filobus in piazza Roma?, una scelta europea»
Borzacchini: «Scelta vincente: le principali città del continente ospitano questi mezzi nei centri storici»
MODENA. Chiedo ospitalità per intervenire nel dibattito sulla “riapertura” di Piazza Roma al trasporto pubblico, al quale il Suo giornale ha puntualmente contribuito. In queste cinque settimane sono stati affrontati diversi temi: dalla tipologia dei mezzi alla qualità di vita nella piazza, dalle vibrazioni su Palazzo Ducale ai problemi di passaggio, dall’estetica dei fili al comportamento dei “furbetti”. Da più parti si sono sollevate voci critiche. Ovviamente ogni critica è lecita; senonché la mia impressione è che in alcuni casi si tenda ad osservare una situazione contingente – su una base di poche settimane – dimenticando passato e futuro. Il passato.
E’ doveroso ricordare che la scelta del passaggio dei filobus in Piazza Roma contestualmente alla pedonalizzazione venne presa già dalla Giunta Pighi con il concorso di un processo partecipato con i cittadini. Lo ha ricordato bene lo stesso ex Sindaco. aMo ha supportato il Comune dal punto di vista tecnico lungo tutto il percorso, con azioni di programmazione, realizzazione e monitoraggio. Il futuro. Il trasporto di persone mediante mezzi elettrici verso il cosiddetto “salotto” dell’area pedonale è in linea con le scelte di successo di decine di città europee, dove tale scelta ha permesso di ridurre fortemente gli spostamenti in automobile anche nelle zone circostanti. Il mezzo pubblico nei centri storici rigorosamente pedonalizzati è realtà in tutta Europa, anche in presenza di monumenti di valore storico.
A Friburgo i tram (più lunghi e più pesanti dei filobus) passano circa 500 volte al giorno (!) sotto la Porta di St. Martin, edificio medievale, sfiorandolo a circa 80 centimetri di distanza; a Graz sette linee di tram hanno la fermata a pochi passi dal municipio rinascimentale, nella piazza del mercato; a Groningen, capitale ciclabile d'Europa, gli autobus (!) sono gli unici mezzi che possono entrare nella pedonabilissima e centralissima Grote Markt, la piazza del mercato, dopo aver attraversato i canali.
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Si potrebbe continuare: in tutta Europa i pedoni camminano a pochi metri dai mezzi, i quali, proprio per la loro dimensione sono estremamente visibili e quindi sicuri: “navette”, piccole automobili (anche se elettriche o con permessi speciali), scooter sono senz’altro più pericolosi, proprio a causa della loro “agilità” a muoversi nel traffico. Il mezzo pubblico nel centro storico significa, quindi, “conquistare” nuovi utenti e promuovere cambiamenti di abitudini: cittadini, insomma, che a Modena decideranno sempre di più di non prendere l’auto per andare in centro, proprio perché il mezzo pubblico gli consente di andare direttamente in Piazza Roma, invece di dover parcheggiare su Viale Caduti in Guerra o Corso Vittorio Emanuele. aMo monitorerà costantemente la situazione, per permettere al Comune di Modena di valutare il successo della scelta, in termini di spostamento di abitudini dall’auto privata ad altre modalità. In conclusione il mezzo ecologico nelle zone pedonali è una scelta di futuro alla quale la nostra città non deve rinunciare. Sono convinto che, se ogni attore farà la propria parte, tra pochi mesi saranno i cittadini stessi a riconoscere il successo della scelta.
*Amministratore
aMo Agenzia Mobilità
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