Gazzetta di Modena

Modena

il vescovo CASTELLUCCI ALLA PREGHIERA PER LA VITA

«L’aborto resta un peccato grave»

«L’aborto resta un peccato grave»

«Un dovere dei cristiani contrastarlo, ma è giusto il gesto del Papa»

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Nel Policlinico di Modena ogni settimana vengono abortiti 12 bimbi, 650 in un anno. Numeri che non possono lasciare indifferenti. Anche per loro ieri dalla cappella del Policlinico si è levata la preghiera pubblica per la vita nascente che si tiene tutti i giovedì, dal 2000, alle 6.50.

Era presente anche l'arcivescovo di Modena, Mons. Erio Castellucci. È stata la prima volta che partecipava all’iniziativa. Una presenza importante e significativa. Che arriva a pochi giorni dalla disposizione papale che autorizza tutti i sacerdoti a dispensare il perdono alle persone che abortiscono o contribuiscono a far abortire. Una novità che non deve trarre in inganno, come ha prontamente sottolineato mons. Castellucci, «Esiste, nella nostra società, un affievolimento della coscienza su questo tema; è possibile contrastarlo in modo evangelico attraverso la testimonianza e la preghiera. - ha detto - L'attentato contro la vita, in particolare quella indifesa ed innocente, è un peccato gravissimo, noi cristiani dobbiamo mantenere viva la coscienza negli uomini. Il grado di civiltà di una società non è dato dal progresso tecnico ma dal rispetto della vita, specialmente quando è debole». Giovanni Paolo Ramonda, Responsabile generale della Comunità di don Oreste Benzi, così ha commentato l'annuncio dato dal papa: «L'allargamento a tutti i sacerdoti della possibilità di assolvere dal peccato di aborto, voluto da Papa Francesco, è una bella notizia soprattutto per le tante donne che incontriamo e che non sanno darsi pace per aver abortito». Ha spiegato Ramonda: «Le donne che incontriamo non sanno darsi pace per aver abortito, anche quando lo hanno fatto a causa di gravi difficoltà. Con questo messaggio il Papa dice loro che Dio è sempre pronto ad abbracciarle e a riaccoglierle, perché una rinascita è sempre possibile».

Fu don Oreste Benzi a lanciare l'idea della preghiera per la vita nascente negli anni '90 di fronte all'ospedale di Rimini, come forma di vicinanza ai bimbi che stavano per essere abortiti, e come occasione di sensibilizzazione per la società.

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