Ora si scava nei rapporti interpersonali dei Tondi
I carabinieri hanno perquisito l’abitazione del primario alla presenza del figlio Nel mirino i pc al fine di chiarire i rapporti col 19enne e con la nuova compagna
Ora lo scanner delle indagini sta cercando di fare una sorta di “radiografia” sui rapporti interpersonali di casa Tondi. Si cerca di scoprire, di fare chiarezza, di capire quali siano i rapporti tra il primario e il figlio Michele, quali siano quelli tra il primario e la sua nuova compagna, la donna che stava frequentando da qualche tempo, quali siano non di meno i rapporti tra il figlio e questa donna. Si sta navigando in ambito privato. I fari sono tornati ad essere puntati, più forti di prima, sul luogo del terribile agguato, su quella villa ieri immersa nella nebbia, per cercare di schiarire l’altra nebbia, quella che ancora avvolge la vicenda del primario Stefano Tondi, colpito agli occhi il 10 novembre sera da un “colpo” di soda caustica sparato da una pistola giocattolo impugnata non si sa da chi e per quale motivo questo sconosciuto, forse uno straniero, forse mandato da qualcuno, abbia premuto il grilletto. Fari puntati dunque: accompagnati passo per passo da Michele, il figlio 19enne del medico, pure lui rimasto ferito nell’agguato-aggressione ma in modo lieve, ieri mattina i carabinieri hanno effettuato una perquisizione all’interno dell’abitazione della famiglia Tondi.
La procura, che allo stato attuale non ha indagato ancora nessuno, nè il medico, nè il figlio, nè la nuova compagna del medico, nè alcun paziente, nè qualsiasi altra persona insomma, ha emesso un semplice decreto di perquisizione dando mandato ai militari dell’Arma di approfondire le ricerche all’interno della casa. È possibile che la perquisizione, con l'obiettivo di trovare documenti utili, possa essere la conseguenza di un atteggiamento ritenuto non sufficientemente collaborativo da parte della vittima. Una sorta di reticenza, forse dovuta a paura, che gli inquirenti cercano di chiarire, trovando appunto nuovi elementi investigativi.
E così ecco che i carabinieri hanno visitato, o meglio, hanno passato al setaccio le stanze dell’abitazione immersa nella campagna delle Basse vignolesi. Nel mirino computer, sia del medico che del figlio, per cercare di carpirne “i segreti”, per verificare se ci sono tracce utili, corrispondenze via mail, indirizzi, immagini. Ma i militari hanno cercato anche eventuali altri cellulari e schede telefoniche. E ancora documenti, cartelle di qualche paziente, materiale da lavoro che sia stato portato a casa, scoprendone così anche il motivo della presenza in casa: carte e cartelle dunque da aggiungere alla mole di documenti già finita nel mirino degli inquirenti nelle varie perquisizioni a Baggiovara, dopo Tondi è primario di Cardiologia, e a Vignola, dove il medico svolge libera professione intramoenia presso l’ospedale locale.
Ma la procura e i carabinieri non cercano, come detto, solo in ambito lavorativo, per rivelare la presenze di un caso sospetto di presunta colpa medica, quel torto subìto da un paziente che abbia fatto poi scattare l’azione punitiva tanto da portare a quasi accecare il medico, in modo diretto o assoldando un esecutore. Ora l’attenzione, che prima era forse un po’ troppo sbilanciata sotto questo aspetto, viene rivolta all’ambito privato.
Ambito privato in senso ampio. Al centro dell’attenzione, come è parso di capire, ci sarebbe anche il figlio: gli inquirenti cercano di capire quale sia il ruolo del 19enne in tutta questa vicenda, semmai Michele lo abbia mai avuto. Da qui la ricerca di “prove”, di tracce, di indizi che possano creare un quadro sui rapporti tra lui e il padre. Ma anche tra lui e la nuova compagna del padre che, va ricordato, all’inizio di quest’anno ha perso la moglie, sopraffatta dalla malattia. L'inchiesta è ancora contro ignoti e ipotizza il reato di tentato omicidio. Il medico, tuttora ricoverato al Policlinico di Modena a causa delle ustioni agli occhi provocate dalla sostanza acida, è parte offesa, insieme al figlio, nell'indagine, dopo l'agguato di cui è stato vittima, lo scorso 10 novembre, davanti alla sua abitazione a Vignola.
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