Rubati i gioielli in cassaforte La vittima: «Aiutiamoci di più»
È accaduto di nuovo. Verso le 17.40, è stata la volta di Patrizia Papotti e del marito: i ladri hanno derubato la loro abitazione di via Ravenna, nei pressi del Famila. Il bottino: i gioielli...
È accaduto di nuovo. Verso le 17.40, è stata la volta di Patrizia Papotti e del marito: i ladri hanno derubato la loro abitazione di via Ravenna, nei pressi del Famila. Il bottino: i gioielli custoditi in cassaforte. Un’ulteriore aggravante è data dal fatto che per loro si tratti della seconda volta dato che un primo furto lo avevano subito in gennaio.
«Sia io che mio marito eravamo fuori - racconta Patrizia - avevamo tirato giù tutte le tapparelle e chiuso le finestre. I ladri sono saliti dalla grondaia ed entrati dal balcone, al primo piano, poi sono andati in camera da letto, dove si sono sbizzarriti: hanno messo tutto sottosopra, rovistando anche nelle confezioni di medicine, aperto la cassaforte con un flessibile e rubato il contenuto. Mio marito è tornato alle 18.15: come a gennaio, non è riuscito a entrare perché avevano chiuso la porta dall’interno con la catenella. I preziosi che hanno rubato erano i regali ricevuti da mio marito o ereditati da parenti. Ho provato una grande rabbia: non per il valore economico, ma affettivo. Il dispiacere più grosso è che non li rivedrò più e nemmeno voglio averne altri: non mi sento più sicura».
L’appartamento si trova in una palazzina a tre piani. «Un’abitazione sempre molto tranquilla - continua - anche tra noi condòmini c’è un bellissimo rapporto. Nessuno ha sentito nulla o, perlomeno, chi ha sentito ha creduto stessimo facendo delle riparazioni, quindi non si è allarmato: specie a quell’ora, i rumori sono qualcosa di normale. Per questo non do la colpa a nessuno: facciamo così un po’ tutti, per non risultare invadenti. A volte, però, occorre essere un pochino più curiosi, tornare ai vecchi tempi, interessarci di più a quello che succede vicino a noi. Capisco che è difficile guardare in casa degli altri: siamo troppo chiusi ormai, ma per il bene di tutti dovremmo imparare a essere più altruisti». I carabinieri le hanno parlato di bande provenienti dalla Lombardia: molto difficile trovare i responsabili. «Dovremo pensare di mettere le inferriate o l’allarme - conclude Patrizia - non viviamo più tanto tranquilli». (v.c.)
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