Gazzetta di Modena

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I ladri a Carpi lanciano cassaforte dal balcone

di Rino Filippin
I ladri a Carpi lanciano cassaforte dal balcone

I malviventi poi hanno trascinato il forziere di 150 kg fino in strada. Rabbia e polemiche dei residenti di via Vivaldi a Carpi

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CARPI. «Era alta così, larga così: insomma una cassaforte molto grande e pesante».

Il forziere, alto oltre un metro e largo quasi altrettanto, è stato scaraventato giù dal primo piano di una palazzina residenziale in cui ha sede uno studio di professionisti. Siamo in via Vivaldi, tranquilla parallela del viale della stazione ferroviaria, dove i ladri mercoledì sera verso le 20 hanno asportato la maxi cassaforte usando solo la forza. A questo punto sorge spontanea la domanda: cosa c’era nel forziere? Soldi? Gioielli? Armi? Secondo quanto appreso dallo studio derubato la cassaforte conteneva solo documenti. I ladri sono saliti facilmente al primo piano della palazzina arrampicandosi per mezzo della grondaia. Gli uffici erano deserti e i ladri hanno potuto lavorare con tranquillità. Hanno fatto strisciare il forziere sul pavimento fino a portarlo in balcone poi l’hanno sollevato a forza (si parla di circa 150 chilogrammi di peso), e, come detto, l’hanno lanciato giù dal balcone. A terra ieri mattina si notava ancora il profondo buco lasciato dal forziere nell’aiuola: per fortuna in quel momento non c’erano i bambini che di solito giocano nel cortile...

I ladri poi si sono scesi dal balcone e hanno iniziato a spingere la cassaforte fino al vicino cancello automatico. «L’hanno divelto, buttato a terra - racconta un residente, Pier Luigi Debbia - usando probabilmente la stessa cassaforte come ariete». Il forziere è poi finito su un furgone che si è dileguato. Un furto che ha scosso molto i numerosi residenti e i vicini. La zona infatti è fitta di villette e ora si temono altre incursioni di malviventi. «L’aspetto più preoccupante di questa vicenda - dice una delle professioniste vittime del colpo - è che in una palazzina come questa abitata da tanta gente, a nessuno sia venuto in mente di chiamare le forze dell’ordine. Sono sicura che i ladri hanno fatto un bel po’ di confusione prima di riuscire a lanciare il forziere in giardino». Com’è possibile che nessuno alle 8 di sera, momento in cui si cena, abbia avuto il sospetto che qualcosa di grave stava accadendo?

«Io - dice un’anziana signora - ero al telefono e ho sentito in effetti un gran trambusto, ma pensavo si trattasse di bambini che stavano giocando in casa». Le vittime del furto, giustamente seccate per il caos lasciato dai ladri, ieri hanno convocato falegnami e fabbri per riparare i danni fatti dai malviventi. «Hanno portato via solo ed esclusivamente la cassaforte - dice una delle professioniste - non hanno rubato nemmeno i computer portatili che erano sulle scrivanie». Resta da capire: i ladri sapevano che nello studio c’era la cassaforte?

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