«Meningite, non ho colpe»
Fiumalbo. I genitori del bimbo con febbre a 42,4 accusano ma il medico replica
FIUMALBO. «Ho agito in scienza e coscienza». Così il medico di Fiumalbo in un lungo e dettagliato post su Facebook si difende dalle accuse lanciate dalla mamma del bimbo di 8 anni colpito da meningite di tipo C ricoverato al Meyer di Firenze, anche se ormai fuori pericolo. Com’è noto, il piccolo si era sentito male lunedì (la famiglia che vive nel Livornese era in villeggiatura) al punto da spingere a chiamare il 118. È arrivata l’ambulanza con tre volontari di Pievepelago e il dottore in questione, professionista noto e stimato nella vallata. Il bimbo aveva una febbre molto alta (42,4 °C), al che il medico ha fatto subito applicare impacchi di ghiaccio sulla fronte e somministrare un antipiretico. E la febbre è scesa a 39,1°, tanto che il dottore non ha diagnosticato la meningite. E questa è la “colpa” denunciata dai genitori, che alla mattina successiva hanno portato d’urgenza il figlio in ospedale dopo una notte tra febbre e convulsioni.
Ma il dottore si difende, facendo capire che il fatto che il bimbo fosse stato vaccinato nel 2009 ha reso molto più difficile il riconoscimento dei sintomi: «È stata valutata l’eventuale presenza di segni irritazione meningea», sottolinea, spiegando di essersene andato lasciando però il suo telefono per essere aggiornato sull’evoluzione. Non ricevendo chiamate, ha telefonato verso le 19.45, dopo essere intervenuto su un codice rosso in zona: «Mi è stato riferito - ricorda - che il bambino era completamente sfebbrato ma ancora iporeattivo. Ho detto alla madre che la cosa poteva essere una conseguenza dell’estrema puntata febbrile ma che se il quadro non si fosse risolto il bambino andava rivalutato».
Poi più nessun contatto fino alla sfuriata di martedì sera dei genitori, dopo il ricovero. Il dottore ha compreso lo stato d’animo, dicendo che la cosa importante è il positivo decorso della malattia nel bimbo. Però ha tenuto a una postilla: «Il fatto che il bambino, grazie alla sensibilità dei genitori fosse già stato vaccinato nel 2009 - chiosa - ha fatto sì che il decorso della malattia fosse da un lato attenuato, garantendo una rapida evoluzione in senso positivo, dall’altro più difficilmente individuabile». Il che ovviamente non vuol dire che non bisogna vaccinarsi, anzi.
Proprio ieri l’Ausl ha comunicato che in provincia c’è un boom di richieste, mille in più del 2015 finora. Anche a fronte dell’allarme legato al “caso Fiumalbo”, nella prima metà di dicembre verranno messe a disposizione 20 aperture ambulatoriali straordinarie (tra Carpi, Mirandola, Modena, Sassuolo, Vignola e Pavullo), con la predisposizione di un sistema di richiesta telefonica.
Daniele Montanari
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