Spilamberto, settore carni: lasciati a casa 55 operai
Impegni non rispettati: ieri nuovo sciopero a Castelnuovo, poi in prefettura arriva la stangata per chi lavora a Spilamberto
Tutti e 55 “licenziati” alla Global Carni di Spilamberto. Tutti “riassorbiti” gli altri 55 alla Alcar Uno di Castelnuovo, ma ad oggi senza nessuna garanzia sindacale, nella nebbia più totale dei diritti e degli impegni.
È questo il drammatico esito del nuovo vertice di ieri sera in Prefettura a Modena, sulla posizione dei 110 operai della Coop Alba Service, di fatto messi in mezzo a una strada pochi giorni dopo avere conquistato un contratto da “alimentaristi”, in quella che è sul piano occupazionale una vera e propria giungla per le categorie più deboli: il settore della lavorazione delle carni.
Il vertice, terzo in poche settimane, è stato innescato dallo sciopero spontaneo (stavolta senza reparti antisommossa e senza lacrimogeni e manganellate) che ieri è ripartito davanti ai cancelli della Alcar Uno di Castelnuovo.
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Motivo: dopo avere concordato in prefettura, alla presenza dell’Ispettorato del Lavoro, una sorta di tregua di 15 giorni, in base alla quale i 110 della cooperativa Alba Service sarebbero rimasti contrattualizzati con la loro cooperativa in attesa di una soluzione, nei fatti non si è mosso nulla.
Nel senso che Alba Service non si era affatto presa l’impegno - convinta che non le toccasse l’onere - di concedere quei 15 giorni, riservandosi una decisione. Ed evidentemente la tregua non si è perfezionata: «Il contratto con Alba Service non è stato prorogato. In più, una ventina di lavoratori sono stati convinti a dimettersi, senza alcuna garanzia concreta, rinunciando così alla posizione contrattuale e ci risultano impiegati nello stabilimento, ma non assunti dalla Coop subentrante il consorzio Coprov di Mantova, che partirà solo da lunedì. Che contratto o che accordo vale per loro? A che titolo stanno lavorando? È regolare questa situazione?», ha domandato Marco Mattei dei SiCobas, rivolgendosi all’Ispettorato del Lavoro, presente al tavolo in prefettura. La risposta è stata dilatoria: «Controlleremo...».
Ma i sindacati hanno contestato: «Il problema c’è adesso, quando controllerete?».
In mattinata i lavoratori in sciopero, un centinaio, avevano attuato un blocco davanti ai cancelli di Alcar Uno. Blocco forzato in accelerazione da alcuni camion, con il rischio di drammi irreparabilii. Non sono mancati i momenti di tensione.
Poi è scattata la solita sospensione del blocco, con l’annuncio dell’incontro in prefettura.
E i vertici di Alcar Uno e Global Carni, se ce n’era bisogno, stavolta sono stati ancora più categorici: nessuna tregua, come nuovamente richiesto dal Prefetto, di altri 15 giorni. Nessuna speranza per vagliare qualche esodo concordato, o una revisione dei turni, abbattendo gli straordinari e consentendo così a tutti i 110 di salvare i posti di lavoro. Ieri sera i lavoratori erano di nuovo riuniti in assemblea straordinaria. Per tante famiglie tira aria pesante. Per una legalizzazione di questa giungla contrattuale e dei diritti, siamo alle chiacchiere e ai distintivi.
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